La città investe sulla scuola: 40mila euro per finanziare progetti e diritto allo studio

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In un tempo in cui gli enti locali devono spesso scegliere cosa sacrificare, Schio decide di investire. E lo fa sulla scuola, cioè sul luogo dove si forma la società che verrà. Tre gli istituti comprensivi statali che assieme alla primaria paritaria Maddalena di Canossa riceveranno complessivamente 40mila euro per sostenere il diritto allo studio e i progetti didattici del prossimo anno scolastico. Una cifra che, più che un capitolo di bilancio, racconta una visione: la scuola come infrastruttura civile, come motore di coesione, come spazio in cui si costruisce il futuro della città.

La ripartizione delle risorse segue criteri pensati per tenere insieme equità e qualità. Una parte è legata agli alunni certificati, una parte al numero complessivo degli studenti, una parte alla progettualità presentata dagli istituti. Ne esce una mappa che fotografa la vitalità delle scuole scledensi: 15mila euro all’istituto “Il Tessitore”, 13.236 euro all’“A. Fusinato”, 9.264 euro al “Don A. Battistella”, 2.500 euro alla paritaria Maddalena di Canossa. Numeri che non dicono tutto, ma indicano una direzione. Perché ciò che conta davvero è ciò che questi fondi renderanno possibile. Laboratori Stem, percorsi linguistici, progetti di inclusione, attività sul benessere e sulla prevenzione, iniziative culturali, musica, teatro, lettura, educazione ambientale, valorizzazione del territorio. Una scuola che non si limita a insegnare, ma accompagna, accoglie, apre orizzonti. Una scuola che prova a essere all’altezza delle sfide di oggi: la pluralità delle provenienze, i bisogni educativi speciali, le fragilità emotive, la richiesta crescente di competenze nuove.

L’assessore alla Pubblica Istruzione, Milva Scortegagna, parla di un impegno che non vuole essere episodico: “Questi contributi rappresentano la concretizzazione di un patto tra l’amministrazione comunale e le scuole del territorio. Con questo intervento continuiamo infatti a sostenere le nostre scuole non solo nelle attività quotidiane, ma anche nella loro capacità di innovare e di rispondere ai bisogni educativi emergenti. Ogni euro stanziato va a supportare bambini e ragazzi che hanno bisogno di un ambiente educativo stimolante, inclusivo e aperto al mondo”. La sindaca Cristina Marigo lega invece la scelta a un’idea precisa di comunità: “La scuola è uno dei pilastri della nostra società ed investire nella scuola vuol dire investire nell’identità stessa della nostra comunità, nei valori che vogliamo trasmettere alle nuove generazioni: inclusione, curiosità, rispetto per l’altro e senso di responsabilità verso l’ambiente e il territorio. In un momento in cui le risorse per gli enti locali sono spesso limitate, abbiamo voluto tenere fermo questo impegno destinando 40mila euro perché crediamo che la qualità dell’istruzione sia la base di ogni sviluppo civico e sociale”.

In un panorama nazionale in cui la scuola è spesso raccontata attraverso emergenze, carenze e ritardi, la scelta di Schio va in controtendenza. Non risolve tutto, certo. Ma indica una strada: quella di una comunità che non rinuncia a investire sui più giovani, che considera l’istruzione non un costo ma un bene comune, che crede che il futuro si costruisca nelle aule, nei laboratori, nei corridoi dove ogni giorno si impara a stare al mondo.

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