Folla e lacrime per l’addio a Diego Castelli: “Grazie papà per esserci sempre stato”

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Autorità civili e militari, i colleghi della Polizia Locale, atleti e dirigenti del Calcio Torre. Troppo piccola la chiesa arcipretale di Piovene Rocchette e il piazzale antistante per contenere l’affetto che in tanti, in questo gelido sabato autunnale, hanno voluto tributare a Diego Castelli, l’agente istruttore 52enne deceduto a inizio settimana per un grave aneurisma cerebrale he non gli ha dato scampo.

Difficile trattenere le lacrime davanti alla moglie Francesca intenta a stringere forte a sé la figlia più piccola quasi per nasconderle tanto dolore, mentre i due figli maggiori si sono fatti strada nel picchetto d’onore per portare a spalla il feretro del padre, sorretto fra gli altri dall’amico e collega Alex Frusti, con cui Castelli condivise il drammatico giorno della sparatoria di Fara Vicentino. Una cerimonia profondamente sentita dove, accanto alle parole di speranza dell’omelia e alla preghiera a San Sebastiano, patrono dei vigili urbani, non sono mancati gli interventi e le testimonianze di una vita umana e professionale intensa, dove Castelli ha saputo seminare con semplicità e dedizione un messaggio fatto di presenza e di generosità. Da quel “io ci sono”, manifesto di responsabilità e attaccamento al dovere ricordato da un commosso Giovanni Scarpellini, per anni comandante del Consorzio di Polizia thienese, all’altruismo e all’empatia sottolineati dagli amici di sempre. Partecipe anche il messaggio di cordoglio dell’attuale comandante dei vigili, Filippo Colombara, che a fatica per l’emozione ne ha tracciato il profilo e le doti messe a servizio, ormai, di una famiglia più che di un luogo di lavoro.

Il picchetto d’onore all’interno della chiesa: oltre ai colleghi della Polizia Locale, presente una nutrita rappresentanza della Guardia di Finanza e dei Carabinieri

Particolarmente toccante il momento in cui i tre figli assieme, si sono fatti forza per l’estremo saluto al papà, per esserci stato nei momenti di gioia come in quelli più difficili. E sicuramente papà Diego era lì anche oggi, dietro a quelle giovani vite, pronto ancora una volta ad accompagnarne il passo. In un modo diverso, forse, ma non per questo meno colmo d’amore. Quello capace di far entrare anche nella stanza più buia, la luce calda di un giorno nuovo.

Malore fatale, addio all’agente della Polizia Locale Diego Castelli

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