Morto dissanguato dopo il braccio reciso. Sgomento per la fine di un anziano

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L'abitazione nel cui retro è avvenuto il macabro ritrovamento del cadavere di Giovanni Zordan (nel riquadro)

Una distrazione che si è trasformata in tragedia. All’origine della morte di Giovanni Zordan, un pensionato di 80 anni residente nel territorio di Piovene Rocchette alle pendici del Monte Summano, il dissanguamento causato da un profondo taglio procuratosi con una sega circolare, mentre lavorava nel suo garage. Come di consueto stava coltivando la sia passione per il bricolage l’anziana vittima, che viveva sola in una zona residenziale a ridosso della campagna e dello Stadio Bertoldi, fattore che ha contribuito in maniera decisiva a non lasciare scampo all’uomo una volta feritosi gravemente. Un braccio tranciato, le urla di dolore, ma nessuno in quel momento nelle vicinanze in grado di sentirle e quindi di soccorrerlo.

Lo racconta il Giornale di Vicenza, spiegando come Zordan – ex operai della Lanerossi -fosse avvezzo all’utilizzo di vari attrezzi mentre lavorava in particolare il ferro battuto. Una mossa incauta, oppure una semplice disattenzione o uno scivolone – toccherà agli inquirenti ricostruire la dinamica dello straziante episodio mortale -, provocano la recisione di un arto, rivelatasi letale. Il povero 80enne, solo in casa in quel momento, muore dissanguato nell’arco di pochi minuti.

Ieri il ritrovamento del corpo esanime, dopo la segnalazione di un amico dell’anziano dopo una visita all’abitazione lunedì sera e l’intervento congiunto di vigili del fuoco e militari dell’Arma. Sarà cura del medico legale fissare con maggior certezza il momento esatto della morte. Che, in ipotesi, risalirebbe ad alcuni giorni prima. Sulla vicenda indagano i carabinieri del comando di Schio, non vi sarebbero dubbi sulla fatalità dell’incidente, tanto che l’autorizzazione allo svolgimento dei funerali è già stata resa.

L’ultimo saluto a Giovanni Zordan sarà dato, dai fratelli e dai nipoti insieme a quanti lo conoscevano, domani alle 15 a Piovene nella chiesa centrale del paese.

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