Rifiuti, il triangolo Ava-Aca-Etra verso quale fusione? Le minoranze chiedono lumi

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Un momento della seduta del consiglio comunale

Se non si tratta di triplice alleanza, si può quanto meno parlare di “triplice interpellanza“. Il documento scritto presentato al presidente del consiglio comunale di Schio porta in calce, infatti, tre firme: quelle di Marco Vantin (M5S), Carlo Cunegato (TesSiamo Schio) e Mauro Tessaro (gruppo misto). Il tema caldo è quello della gestione e smaltimento dei rifiuti, e si addentra nel dettaglio nell’ipotesi di fusione tra Alto Vicentino Ambiente – Ava srl – e Agno Chiampo Ambiente – Aca srl sita nell’Ovest della provincia -. Con un terzo ente – Etra – come… terzo incomodo. Quale lo status quo attuale? Toccherà al sindaco Walter Orsi o a chi per lui in rappresentanza della giunta di governo scledense dare risposta, delucidazioni e/o motivazioni, nel prossimo consiglio comunale.

La gestione dei rifiuti alimenta dunque un argomento da sempre caldo sui banchi della politica altovicentina. La richiesta condivisa dalle minoranze, in sintesi, mira a chiarire a che punto si trovi “l’analisi di una possibile fusione” tra i due consorzi a matrice vicentina oppure se trovino fondamento concreto le non meglio specificate voci di un’altra unione, con la multiutility Etra (Energia Territorio Risorse Ambientali) che opera nel Bassanese, lungo la direttrice del Brenta dall’Altopiano ai Colli Euganei, e che oltre allo smaltimento rifiuti si occupa anche delle risorse idriche. Di concreto sussiste il mandato riservato ai consigli di amministrazione di Ava e Aca, già nell’anno 2016, di studiare le reciproche opportunità. Riguardo Etra, invece, da verificare se si tratti solo di illazioni oppure qualcosa bolla effettivamente in pentola come dimostrerebbero, secondo i fautori della mozione, le dichiarazioni alla stampa del massimo vertice della multiutility Andrea Levorato.

Due le possibili fusioni in ballo? La richiesta di chiarimenti in merito si dipana in due distinti punti dell’interpellanza, mentre in un terzo si chiedono lumi sulla presenza o meno di uno studio di fattibilità e i costi connessi. Alla finestra non tanto o comunque non solo la cittadinanza di Schio, anche se il comune rappresenta il socio con le quote maggiori (24%) e ospita il termovalorizzatore in zona industriale: va ricordato che Ava, ente gestore della raccolta differenziata, ecocentri, smaltimento rifiuti, discariche e altri servizi correlati, di fatto è costituita in solido da ben 31 comuni dell’Alto Vicentino più la Reggenza dei Sette Comuni.

La richiesta di aggiornamento sugli scenari futuri non esaurisce le interrogazioni con al centro l’operato di Alto Vicentino Ambiente. Una seconda interpellanza, infatti, pone un quesito sullo stato dei mezzi di trasporto e di lavoro in dotazione all’azienda. Una protesta portata dal sindacato Usb, infatti, ha fatto discutere nei giorni scorsi. Da far luce sulla fondatezza o meno della pericolosità delle condizioni di lavoro e sicurezza degli operatori in rapporto ai veicoli utilizzati, con richiesta di conoscere le tempistiche di investimento degli 800 mila euro stanziati per il rinnovo del parco mezzi, ad oggi non ancora avvenuto se non in minima parte.