Quattro Rsa dell’Altovicentino con casi in aumento. Focolai stabili, 330 i positivi tra ospiti e operatori

Ascolta l'audio
...caricamento in corso...
Anche la casa di riposo dell'Opera Immacolata di Thiene risulta tra le Rsa "sotto attacco" del Covid

Non c’è pace per le case di riposo in Veneto, sia tra gli ospiti sia per chi ci lavora, con in particolare alcune strutture e centri di assistenza dell’Altovicentino a fronteggiare una nuova ondata di emergenza. Al mattino di oggi, nel solo bacino dell’Ulss 7 Pedemontana, si registrano in totale 330 casi di positività nelle sedi monitorate: nel dettaglio si tratta di 271 ospiti venuti a contatto con l’infezione da Covid-19 e 59 operatori. Dato in deciso aumento rispetto ai 256 riscontri ai tamponi di giovedì scorso, anche se i focolai mappati rimangono quelli noti, 12 in tutto.

Sotto assalto del coronavirus con numeri in aumento sono in particolare ora le strutture dell’Altovicentino e Altopiano, vale a dire i centri residenziali gestiti dall’Opera Immacolata Concezione di Thiene e di Asiago, la casa di riposo Rossi di Arsiero e “La Casa” di Schio, dove sono saliti oltre 50 i casi positivi. Riguardo agli altri 8 centri della lista, la situazione viene definita stabile o con progressivi passi aventi verso lo spegnimento dei focolai.

Poco meno di metà dei circa 270 anziani alle prese con il Covid-19 per l’area territoriale misurata sono seguiti in queste quattro strutture dove l’emergenza è scattata nei giorni scorsi, e dove lo screening successivo ha rivelato la vasta diffusione del contagio, attivando i protocolli previsti di isolamento. Per l’Oic di Thiene, in particolare, si tratta della prima intrusione del virus in una struttura rimasta immune di fronte all’insorgere della pandemia nei mesi primaverili del 2020.

“Lo sforzo più importante in questo periodo consiste nei sopralluoghi che periodicamente portiamo nei centri residenziali della zona, dando priorità ovviamente a quelli dove sono attivi dei focolai. In questi giorni stiamo completando il quinto ciclo, con lo scopo di organizzare e verificare le condizioni di corretto isolamento dei pazienti positivi e di quelli a sospetto contagio. Va ricordato che si tratta di luoghi non pensati per situazioni di emergenza simili, motivo per cui l’Ulss sta sostenendo le attività interne”.

Oltre all’organizzazione degli spazi interni, il direttore dei Servizi Sociali dott. Alessandro Pigatto ha spiegato come la struttura sanitaria si occupi anche di verificare la dotazione di dpi per ciascuna Rsa, la formazione sulla corretta applicazione delle procedure e soprattutto la dotazione di personale, punto ad alta criticità in altre aree del Veneto. “Con i direttori di tutte le case di riposo che monitoriamo e supportiamo sul territorio di nostra competenza è previsto un incontro settimanale in videoconferenza – specifica inoltre – mentre una volta al mese ci confrontiamo con i sindacati dei lavoratori”.