Schio stretta attorno ai Salesiani per la morte di don Francesco e di Alberto

C’è un’intera comunità, quella di Schio, nel dolore, in lacrime, senza parole, attonita, che non vuole credere al dramma successo stamattina. Non vuole credere di aver perso la figura di riferimento del mondo giovanile che fa capo ai Salesiani e un giovanissimo animatore. In due giorni l’oratorio è passato dalla festa dell’incontro con l’ex campione del mondo Gigi Buffon alla tragedia dell’incidente di questa mattina nella galleria della Superstrada Pedemontana Veneta a Malo, dove son morti sul colpo don Francesco Andreoli, giovane e sorridente stella polare di tutte le attività dell’oratorio di via Marconi, e di Alberto Fioretto, animatore del Grest di 16 anni.

Già questa sera alle 18,30 in Duomo si è tenuta una messa in loro ricordo, un momento di vicinanza alle famiglie delle due vittime.

Il cordoglio della sindaca Marigo
A farsi carico di dare voce a questo dolore ammutolito, a nome di tutti i cittadinie e le cittadine, è la sindaca Cristina Marigo: “La tragedia che ha colpito oggi la nostra comunità ci lascia profondamente addolorati. La scomparsa di don Francesco e di un ragazzo giovanissimo è una perdita che tocca l’intera città di Schio. In momenti come questi non esistono parole capaci di colmare un dolore così grande. A nome dell’Amministrazione comunale e di tutta la comunità desidero esprimere la nostra più sincera vicinanza alle famiglie, agli amici e a tutte le persone che oggi stanno vivendo questa immensa sofferenza. Schio – aggiunge la sindaca – è una comunità forte, che sa stringersi attorno a chi soffre. Oggi è il tempo del silenzio, del rispetto e della vicinanza. Ci uniamo al lutto con profonda commozione, custodendo il ricordo di due persone che hanno lasciato un segno nelle vite di tanti. Alla comunità dei Salesiani, e a tutti coloro che sono colpiti da questa tragedia va l’abbraccio dell’intera città”.

Cunegato: “Ferita lancinante”
Mia figlia Emma fa l’animatrice al Grest di Schio. Oggi – racconta il consigliere regionale di Alleanza Verdi Sinistra Carlo Cunegato – è uscita di casa con la sua solita allegria, con il sorriso, la forza della sua energia. Dovevano accompagnare i bambini e i ragazzi a Gardaland. Poi Angela, mia moglie – spiega – mi ha chiamato. Era girata la voce che don Francesco avesse fatto un incidente con un ragazzo del gruppo animatori. Nessuno sapeva chi fosse. Sono gelato. Abbiamo fatto qualche telefonata e fortunatamente abbiamo saputo che Emma era a Gardaland. Don Francesco era una persona amata da tutti, un gran costruttore, un uomo al servizio della nostra comunità. Bambini, ragazzi, famiglie, invece di stare da soli davanti a Tik tok, stavano insieme. Crescevano nella presenza, nel dialogo, nella condivisione, vis a vis. Il sabato corsi di italiano per stranieri. Gruppi di incontri e relazioni, in un mondo di solitudini. Autenticità, in un mondo di apparenza e finzioni. Lo sport tutti i giorni, come palestra di vita. Lui c’era sempre. Infaticabile”.
“Una grande ferita, lancinante, – aggiunge il consigliere regionale scledense – per il nostro paese. È morto anche un ragazzo animatore di 16 anni. Una rovina. La vita è una lotteria. A volte tragica. Schio oggi piange e piangiamo anche noi. La vita alle volte deraglia e appare ingiusta. Condoglianze, un abbraccio alle famiglie. Potevamo essere noi al loro posto. Vi siamo immensamente vicini, anche se tutto questo non ha senso, è difficile davvero, forse impossibile, da capire e digerire. Non ci resta che stringerci tutti assieme. Non ci resta che lavorare perché i semi che hanno piantato Don Francesco, e questo ragazzo, continuino a germogliare e a donare i frutti di una comunità che, grazie a loro, poteva definirsi tale”.

Spv, schianto in galleria: morti il salesiano don Francesco Andreoli e un animatore sedicenne

La vicinanza della politica
“Sono sconvolta per quanto accaduto” afferma la consigliera regionale del Pd Chiara Luisetto, che questa mattina viaggiava lungo la Spv. “Ho conosciuto don Francesco poche settimane fa in occasione del torneo di calcio femminile della società Concordia a Schio, con la sua simpatia ed entusiasmo mi aveva subito coinvolta nei progetti estivi dell’oratorio, un giovane sacerdote pieno di amore per la sua comunità, soprattutto per i più giovani. Sono profondamente addolorata per questa duplice perdita, il mio pensiero va in queste ore a coloro che li hanno conosciuti e amati”.
“L’incidente – commenta il deputato del gruppo misto Erik Umberto Pretto, di Marano – ha trasformato una giornata che avrebbe dovuto essere dedicata alla condivisione e alla serenità dei ragazzi in un dramma davanti al quale ogni parola appare superflua. Don Francesco aveva dedicato il proprio impegno pastorale ed educativo all’accompagnamento dei giovani, diventando un importante punto di riferimento per la comunità salesiana di Schio, per tante famiglie e per quanti avevano avuto modo di conoscerlo. Ancora più straziante è la perdita di un ragazzo di appena sedici anni, impegnato come animatore nelle attività del Grest, la cui giovane vita è stata spezzata in modo improvviso. Esprimo il mio più profondo cordoglio e la mia sincera vicinanza alle famiglie delle vittime, alla comunità salesiana, agli amici, ai ragazzi, agli educatori e a tutta la città di Schio, profondamente colpita da questa immane tragedia”. Cordoglio e vicinanza è stata espressa anche

Il lutto dello sport scledense
Anche il Famila Basket ricorda don Francesco: “Era spesso presente al PalaRomare per seguire e tifare la nostra squadra”, ricorda un post sui social. “Don Francesco Andreoli era capace di lasciare il segno in chiunque lo conoscesse, a cominciare dai colleghi e i suoi amati bambini”, ricorda il Calcio Schio. Ammutolita dal dolore la società del Concordia Calcio, che fa riferimento proprio alla comunità salesiana di Schio, e toccanti anche le parole del Concordia Basket: “Ci sono persone che lasciano il segno, tu lo hai fatto con la semplicità dei grandi. Oggi ci fermiamo in tanti, tantissimi, con una sensazione di vuoto. Caro Francesco, vogliamo ricordarti con il tuo sorriso, perché ogni volta che ci si incontrava, ci ricordava che non c’è niente di più bello che stare insieme, con i giovani e per i giovani”.

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