Scontro sull’Ipab La Casa, il centrosinistra: “Governance assente, servizi a rischio”

A Schio si accende lo scontro politico sulla gestione dell’Ipab “La Casa”. I gruppi consiliari di minoranza – Partito Democratico, Una Nuova Trama e Coalizione Civica – denunciano quella che definiscono una «paralisi istituzionale» dell’ente, chiedendo alla sindaca di intervenire con urgenza sul rinnovo del Consiglio di amministrazione e sulla gestione del personale.
Secondo le opposizioni, il mandato del Cda è scaduto il 3 giugno e da allora l’istituzione sarebbe in una situazione di «totale vacatio istituzionale». Un ritardo che, sottolineano, assume particolare rilievo considerando che nell’Alto Vicentino la lista d’attesa per accedere alla struttura supera le 800 persone.
“Non si tratta di un semplice ritardo burocratico – scrivono i consiglieri di minoranza – ma di un vuoto decisionale che congela la programmazione in un momento in cui l’invecchiamento della popolazione richiederebbe risposte urgenti e strutturate”. Una situazione che, aggiungono, starebbe creando una «pericolosa instabilità operativa» per i servizi assistenziali.
Tra le principali contestazioni figura anche il ricorso alle esternalizzazioni. Le opposizioni ricordano che l’affidamento del nucleo Ciclamino, dedicato ai malati di Alzheimer, era stato presentato come una soluzione temporanea per consentire lo smaltimento delle ferie arretrate. Ora, con l’annunciata esternalizzazione anche del nucleo Girasole, «si palesa il fallimento della gestione del capitale umano».
Per i consiglieri, affidare i servizi a cooperative esterne “non è una soluzione, ma un segnale di resa”. Nel caso dei pazienti affetti da Alzheimer, spiegano, “la stabilità delle figure di riferimento non è un optional, ma un requisito clinico”, mentre il continuo ricambio degli operatori rischia di compromettere il rapporto di fiducia costruito con gli ospiti.
Nel comunicato si affronta anche il tema del personale. La recente serie di dimissioni viene definita «un vero e proprio voto di sfiducia» nei confronti della gestione della struttura. Secondo le minoranze, il malessere non dipenderebbe soltanto da motivi economici, ma anche da «una cronica mancanza di flessibilità, visione organizzativa e rispetto nei confronti dei dipendenti».
“Si è innescato un circolo vizioso: la precarietà genera dimissioni e le dimissioni diventano il pretesto per ulteriori esternalizzazioni”, sostengono ancora i dem, Una Nuova Trama e Coalizione Civica, che chiedono lo stop a nuovi affidamenti esterni e l’avvio di un piano straordinario per migliorare il benessere lavorativo.
Le opposizioni sollecitano inoltre un aggiornamento sui tempi per la nomina del nuovo Consiglio di amministrazione e sul progetto del futuro Centro Alzheimer, chiedendo quando sarà realizzato.
“Il silenzio amministrativo sta degradando un servizio essenziale: Schio merita una guida per “La Casa” che sia all’altezza delle sfide di oggi”, concludono i gruppi di minoranza.
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