Torna la “Variante verde” per abbattere l’Imu. Eliminati 40 mila metri cubi in 4 anni

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Una veduta di Schio (foto Moreno Eberle - Flikr Comune Schio)

Torna a Schio la “Variante verde“, ossia la possibilità di convertire aree edificabili in aree non edificabili.

Un segno dei tempi. Dopo gli anni del boom di edificazioni, con lottizzazioni e case che nascevano come funghi, la bolla è esplosa, sia da un punto di vista ambientale (la cementificazione del territorio veneto ha raggiunto livelli allarmanti) che finanziario: crollati i prezzi delle abitazioni, appiattita verso il basso la capacità di reddito della cosiddetta “classe media”, costruire non è più stata una priorità. Tutto questo però a fronte di una imposizione fiscale sui terreni edificabili rimasta elevata. E così in molti negli ultimi anni hanno fatto retromarcia, chiedendo che un’area edificabile ritorni verde e abbattendo così le imposte correlate.

A Schio per presentare le domande ci sarà tempo fino al 12 marzo (entro le ore 13 per la richiesta in formato cartaceo, entro le ore 24 tramite Pec).

È il  quarto anno che la cosiddetta “Variante Verde”, consente ai cittadini di risparmiare  sull’Imu e al Comune di andare nella direzione della Legge Regionale n. 4/2015 e della successiva Legge Regionale 14/2016, che favoriscono la riduzione di consumo del suolo edificato anche attraverso una riconversione di aree attualmente edificabili che vengono così private della loro potenzialità.

L’avviso è stato pubblicato in questi giorni e invita i proprietari di aree edificabili a presentare la richiesta in Comune (su modulo scaricabile dal sito o disponibile agli sportelli comunali QUICittadino e QUIEdilizia), oppure via Pec, identificando i terreni interessati con i relativi dati catastali. Se la richiesta verrà accolta, l’area diventerà non edificabile e il proprietario potrà beneficiare di un forte sconto all’atto del pagamento dell’Imu.

Entro sessanta giorni, il Comune valuterà tutte le domande e, qualora le ritenga coerenti con le finalità di limitare il consumo del suolo e con il modello di sviluppo urbano di Schio, le accoglierà con apposita variante allo strumento urbanistico comunale.

Dal 2015, cioè da quando questa opportunità è stata attivata, le domande pervenute sono state circa una trentina; 21 accolte (di cui 2 in modo parziale), per una superficie a verde di quasi 63 mila metri quadri e 40 mila metri cubi di potenziale volume eliminato.

Ci sono molti spazi verdi privati che anche se classificati come edificabili, costituiscono un elemento di qualità urbana. Partendo da questo presupposto, sostiene il Comune, le richieste che riguardano la riclassificazione di singoli lotti ancora verdi all’interno di un tessuto urbano consolidato sono sicuramente coerenti sia con le finalità delle legge che con quelle dell’amministrazione e quindi, saranno viste con favore, salvo le necessarie verifiche da fare caso per caso.

“Continua l’impegno dell’amministrazione – puntualizza Sergio Rossi, assessore all’urbanistica – a ridurre il consumo di suolo e a sostenere i proprietari che ritengono di rinunciare all’edificabilità di un determinato terreno riportandolo a verde. Questa linea è coerente con le politiche Regionali rafforzate anche dalla recente Legge Regionale del 2016, che ribadisce la necessità di preservare e, se possibile, incrementare le aree ‘verdi’ del territorio, fortemente urbanizzato negli scorsi decenni. Le richieste di riclassificazione saranno in ogni caso attentamente valutate affinché il loro accoglimento non pregiudichi la possibilità di edificazione da parte di proprietari confinanti”.

Le modalità di presentazione della domanda sono reperibili sul sito del Comune di Schio.

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