8 marzo alla casa di riposo: le ospiti diventano modelle grazie agli studenti del Saugo

Ascolta l'audio
...caricamento in corso...

Ci sono gesti che valgono più di mille lezioni e collaborazioni che insegnano sia a crescere che a godersi la meritata pensione.
E’ quello che è successo a Breganze, dove gli studenti della Scuola Professionale Saugo hanno pettinato e truccato le “nonnine” della casa di riposo La Pieve in occasione della sfilata dell’8 marzo, mentre gli uomini della struttura hanno dedicato loro parole d’amore.

Un progetto intergenerazionale, organizzato dall’Ipab La Pieve di Breganze, che ha voluto regalare ai suoi ospiti un momento indimenticabile.
L’obiettivo era ambizioso: preparare le “nonnine” per una sfilata speciale. Sotto le mani esperte e delicate dei ragazzi, i volti segnati dal tempo si sono illuminati. Tra un colpo di pennello e una piega ai capelli, è nato un dialogo silenzioso fatto di sguardi e rispetto. I giovani hanno donato la loro professionalità; le anziane hanno ricambiato con sorrisi ed emozione, riscoprendo il piacere di vedersi belle e curate.

Una sfilata che è un omaggio alla vita e alla storia personale delle donne, oggi anziane, ospiti della struttura, che sono diventate protagoniste anche nella loro bellezza, risaltata da mani sapienti e giovani che le hanno rimesse a nuovo con un gusto “alla moda”.

E mentre le signore sfilavano, gli ospiti uomini, ricordando la loro vita e celebrando le mogli, mamme, sorelle e amiche che hanno fatto parte della loro storia, hanno recitato una poesia e condiviso ricordi. “Oggi festeggiamo le nostre donne: le compagne di vita, le mamme, le sorelle”, hanno esordito gli uomini dell’Ipab, rievocando ricordi d’altri tempi.

Giovanni racconta: “Io festeggiavo la mia mamma e mia sorella con un mazzo di fiori del campo.” Un gesto semplice, ma pieno d’amore. Una volta non c’erano tanti soldi. Ottorino invece dice sorridendo: “Io regalai un pacchetto di sigarette a mia zia che aveva 86 anni”.
Vincenzo, per non essere da meno del genero nel giorno della Festa della Donna, prese un “busolotto di latta”, andò nel campo e raccolse lingua de vaca, ortiche e barbadocchi. e fece fare a sua moglie una bella risata.

Le donne più importanti della nostra vita sono state le nostre mogli e le nostre mamme. Di loro ricordiamo lo spirito di servizio, la forza silenziosa, l’amore instancabile. Le donne sostengono tre pilastri della casa: sono le prime ad alzarsi, quelle che preparano pranzi e cene, e spesso le ultime ad andare a letto. Ma cosa rende davvero grande una donna? La spontaneità, la tenerezza, la pazienza. La capacità di relazione. La forza di “mordersi la lingua” quando serve. Perché, diciamolo: guai se la donna manca! Le donne sono come i fiori: rendono il mondo più bello, più profumato, più colorato. E oggi i fiori siete voi. Truccate, pettinate, curate con amore dai ragazzi futuri parrucchieri ed estetiste. pronte a sfilare non solo con eleganza, ma con la storia, la dignità e la bellezza di una vita intera. E permetteteci, come anziani, di dire una cosa che ci viene dal cuore: un ringraziamento immenso.

Alla Scuola Professionale Saugo, che ha subito accettato l’invito, gli ospiti della struttura hanno voluto dire “Grazie per l’affetto, la sensibilità e il rispetto che ancora sapete donare a noi anziani. La vostra presenza oggi non è solo collaborazione: è un abbraccio tra generazioni, è la dimostrazione che il futuro sa ancora ascoltare e prendersi cura della memoria”.

– – – – –
L’Eco Vicentino è su Whatsapp e Telegram.

Iscriviti ai nostri canali per rimanere aggiornato in tempo reale.
Per iscriverti al canale Whatsapp clicca qui.
Per iscriverti al canale Telegram clicca qui.