Casa Dalla Rovere, il bilancio dopo un anno: “Riavviciniamo i giovani alla socialità positiva”

È una realtà giovane, ma fin da subito ha lavorato a pieno regime: sia per quanto riguarda l’accoglienza in regime residenziale, sia ospitando un numero crescente di iniziative all’interno del suo spazio socio-culturale. A poco più di un anno dall’inaugurazione, avvenuta il 21 marzo 2025, quella di Casa Dalla Rovere, che a Thiene ospita con finalità educative e riabilitative minori con fragilità psichica, è molto più di una scommessa vinta: è una struttura che è già diventata un prezioso punto di riferimento. Un risultato sottolineato anche dalla visita che Giovanni Carretta, nuovo direttore generale dell’Ulss 7 Pedemontana, ha effettuato nella giornata di ieri, mercoledì 15 aprile.
La struttura, realizzata grazie ad una donazione dell’imprenditore Ambrogio Dalla Rovere tramite la Fondazione di Comunità Vicentina per la Qualità di Vita e gestita dalla Cooperativa Radicà, ha visto rapidamente occupati i 10 posti letto previsti per adolescenti tra i 12 e i 18 anni, a conferma della necessità per il territorio di una struttura con queste caratteristiche. Si tratta di adolescenti in condizioni di fragilità psichica, con alle spalle contesti familiari che faticano a garantire il necessario supporto, e che vengono ospitati per un percorso educativo e riabilitativo con una durata variabile tra 6 mesi e 2 anni.
“Per ogni ospite vi è un progetto di intervento educativo individuale – spiega Mariasole Autiero, coordinatrice pedagogica della struttura -, non vi è uno standard. Spesso si tratta di giovani e giovanissimi con percorsi scolastici irregolari e bisogni educativi speciali: l’obiettivo è riavvicinali ad una socialità positiva e dare loro gli strumenti per costruire o ricostruire il loro progetto di vita. Con questa finalità cerchiamo di sostenere la loro frequenza scolastica, mentre quando non è possibile gli ospiti vengono inseriti in progetti di avvicinamento al lavoro, ad esempio tramite tirocini”. In questo primo anno di attività, sottolinea Autiero, “queste modalità hanno dimostrato di essere funzionali: un ragazzo si è inserito effettivamente nel mondo del lavoro, un altro sta facendo un tirocinio, un’altra ospite invece alla fine di questo anno scolastico dovrebbe ottenere il diploma”.

Parallelamente, lo staff di Casa Dalla Rovere – composto da responsabile clinica, psicoterapeuta, educatori, infermieri e oss – crea per gli adolescenti ospitati anche altre occasioni di socialità e scoperta dei loro talenti, attraverso laboratori e la proposta di varie attività: “Si tratta di adolescenti che spesso non sanno quello in cui sono bravi e che piace a loro – aggiunge Autiero -, dunque è importante che abbiamo la possibilità di sperimentare nuove esperienze: attività creative, musicali e artistiche, o praticare uno sport. Per queste attività siamo riusciti a creare una rete di volontari che ci aiuta a offrire loro un ventaglio molto ampio di proposte”.
Proprio il contesto sociale ha dimostrato una grande capacità di accoglienza nei confronti di Casa Dalla Rovere e dei suoi giovani ospiti: “Naturalmente per loro è molto importante evitare l’etichettamento e in questo devo dire che il quartiere e tutta la comunità Thiene ci è stata di straordinario supporto – conclude Mariasole Autiero -, perché c’è stata davvero una bella accoglienza da parte di tutti, dai vicini di casa ai tanti gruppi ai quali i nostri ospiti partecipano attivamente: dal Grest ai gruppi giovani, dall’Acr alla sagra dove i ragazzi hanno lavorato come volontari”.
Questa accoglienza positiva è confermata anche dal gran numero di attività ospitate presso lo spazio socio-culturale che è parte integrante di Casa Dalla Rovere: “Nel giro di pochi mesi si è affermato come uno spazio adibito ad una grande varietà di iniziative e che intreccia molte relazioni con scuole e territorio”, racconta Alberto Carollo, vicepresidente della cooperativa Radicà. “Sono tutte opportunità per rispondere ai bisogni dei giovani – prosegue -, offrire loro la possibilità di sperimentare nuovi interessi, acquisire fiducia in se stessi, costruirsi reti sociali alternative rispetto a quelle del loro contesto abituale e superare eventuali difficoltà personali”.
“Registriamo con grande soddisfazione – commenta Nicol Gastaldello, coordinatrice della Fondazione QuVi – il riscontro positivo che sta avendo il progetto di Casa Dalla Rovere, che conferma il fabbisogno del territorio che avevamo riscontrato in fase di progettazione di questo intervento”. Non si è trattato, dichiara Gastaldello, “di un intervento calato dall’alto, ma di un progetto che è partito dalla generosità di un donatore associata all’ascolto della comunità: i risultati raggiunti da Casa Dalla Rovere in questo primo anno dimostrano tutta la validità di questo modello”.
E’ Casa Dalla Rovere la prima comunità vicentina per adolescenti con disagio psichico
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