Da simbolo delle minacce alla clamorosa accusa: “Cappellari avrebbe inventato tutto”

Per mesi era diventato il volto di una storia che aveva scosso non soltanto l’Altopiano dei Sette Comuni, ma l’intero Paese. Le lettere anonime, le minacce di morte, i proiettili recapitati nella cassetta della posta, fino all’esplosione davanti a casa. Atti che avevano portato lo Stato ad assegnargli una tutela rafforzata e che avevano acceso i riflettori dei media nazionali sulla vicenda di Adriano Cappellari, il giovane cronista ventenne di Enego diventato, suo malgrado, il simbolo di una presunta campagna intimidatoria. Oggi, però, quello scenario viene completamente ribaltato da un’indagine della Procura di Vicenza.
Per gli inquirenti, infatti, sarebbe stato lo stesso Cappellari a mettere in scena gli episodi che per mesi avevano alimentato allarme e solidarietà. Un’ipotesi investigativa destinata a far discutere, tanto quanto avevano fatto discutere le minacce che ne avevano segnato l’ascesa alla ribalta nazionale, assieme ad una valanga di attestati di solidarietà da tutto il mondo politico e non solo. Nella mattinata odierna infatti, i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Bassano del Grappa hanno eseguito un decreto di perquisizione personale, domiciliare e informatica nei confronti del giovane collaboratore di testate locali. La Procura gli contesta, a vario titolo, i reati di incendio, calunnia, simulazione di reato continuata, procurato allarme e truffa ai danni di un ente pubblico. Si tratta di accuse formulate nella fase delle indagini preliminari e che dovranno essere sottoposte al vaglio dell’autorità giudiziaria nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.

Il punto di svolta dell’inchiesta è rappresentato dall’episodio del 30 maggio scorso. Quella sera davanti all’abitazione di Cappellari si verificò la deflagrazione di un manufatto incendiario che provocò danni anche agli immobili confinanti. Le fiamme vennero spente rapidamente dai residenti della zona, evitando conseguenze più gravi. Le telecamere della proprietà ripresero una figura travisata mentre introduceva una busta all’interno del giardino e collocava nei pressi dell’ingresso un congegno composto, secondo gli accertamenti, da bombolette di gas da campeggio, alcool, liquidi infiammabili e materiale pirotecnico. In quella busta c’erano gli stessi elementi già comparsi nei precedenti episodi denunciati dal cronista: fogli contenenti minacce di morte rivolte a lui, alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e a don Maurizio Patriciello, sacerdote simbolo della lotta alla criminalità organizzata in Campania, oltre ad alcune fotografie dei tre con i volti cerchiati in rosso e contrassegnati da una X. Un linguaggio intimidatorio che, nel corso dei mesi, aveva contribuito a dare alla vicenda una forte risonanza pubblica.
Gli investigatori hanno infatti ricostruito una sequenza di episodi iniziata il 5 novembre 2025. In quella data Cappellari denunciò il ritrovamento di una lettera anonima contenente minacce di morte. Poco più di un mese dopo, l’11 dicembre, consegnò agli agenti un’altra busta che conteneva, oltre a messaggi intimidatori, anche tre cartucce calibro 22. Il 16 febbraio 2026 arrivò una terza segnalazione: una missiva indirizzata a don Patriciello e contenente ancora una volta minacce e fotografie segnate con la medesima simbologia. Tutti episodi che presentavano, secondo la Procura, evidenti analogie tra loro e con l’evento del maggio scorso. La gravità delle segnalazioni aveva determinato l’attivazione di misure di protezione sempre più significative. Dal novembre 2025 era stato predisposto un servizio di vigilanza; successivamente, dopo l’esplosione di Enego, era stato attivato un dispositivo di tutela con personale specializzato dell’Arma dei Carabinieri e un veicolo istituzionale dedicato. La Procura evidenzia che Cappellari ha usufruito di questo servizio anche durante spostamenti per eventi pubblici, tra cui la partecipazione alla Partita del Cuore all’Aquila, nel luglio scorso.
È però l’attività tecnica sviluppata dopo l’esplosione a rappresentare il cuore dell’impianto accusatorio. Attraverso l’analisi dei frammenti recuperati sulla scena, gli investigatori sono riusciti a identificare marca e modello dei materiali utilizzati per confezionare il congegno incendiario. Risalendo ai canali di acquisto, i carabinieri hanno verificato che nel comune di Enego quelle specifiche tipologie di bombolette e di alcool risultavano essere state consegnate soltanto a un acquirente: Adriano Cappellari. Secondo la Procura, il giovane avrebbe acquistato online quattro cartucce di gas il 25 aprile e sei bottiglie di alcool denaturato il 29 aprile, utilizzando una carta di credito a lui intestata e indicando il proprio numero di telefono.
Ulteriori riscontri sarebbero stati individuati nelle immagini di videosorveglianza. Gli specialisti del Raggruppamento Investigazioni Scientifiche hanno stimato l’altezza della persona travisata ripresa dalle telecamere in una misura ritenuta compatibile con quella di Cappellari. Inoltre, le registrazioni mostrerebbero il cronista fare rientro a casa pochi minuti prima dell’innesco del dispositivo e comparire nuovamente subito dopo l’esplosione mentre riprende con il cellulare le operazioni di spegnimento dell’incendio. Secondo la ricostruzione degli investigatori, avrebbe potuto raggiungere il punto in cui collocare il manufatto utilizzando un passaggio esterno posto sul retro dell’abitazione.
Per mesi la storia di quel giovane giornalista minacciato aveva mobilitato istituzioni, forze dell’ordine, mondo dell’informazione e opinione pubblica. Oggi l’inchiesta della Procura di Vicenza propone una ricostruzione radicalmente diversa, trasformando la presunta vittima nel principale indagato. Un passaggio che segna una svolta tanto inaspettata quanto dirompente in una vicenda che, fin dall’inizio, aveva oltrepassato i confini vicentini per approdare sulle cronache nazionali. Resta ora il percorso giudiziario, dal quale dovrà emergere l’accertamento definitivo dei fatti.
L’Eco Vicentino è su Whatsapp e Telegram.
Iscriviti ai nostri canali per rimanere aggiornato in tempo reale.
Per iscriverti al canale Whatsapp clicca qui.
Per iscriverti al canale Telegram clicca qui.