Forza Nuova difende Kaabouri: “I partiti vogliono vietare il dissenso”

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Se non è un colpo di scena, poco ci manca. La vicenda che ha travolto il consigliere comunale di Thiene, Alaeddine Kaabouri, continua a generare reazioni politiche trasversali e, in alcuni casi, sorprendenti. Negli ultimi giorni, infatti, anche Forza Nuova Vicenza – movimento storicamente collocato all’estrema destra e lontano anni luce dal retroterra culturale e politico di Kaabouri – ha diffuso una nota firmata dal referente provinciale Massimo Lananna, schierandosi contro la decisione del sindaco Giampi Michelusi di revocare le deleghe al giovane consigliere.

Una presa di posizione che, per provenienza e contenuti, ha subito attirato l’attenzione degli osservatori politici locali. Tutto nasce da un post pubblicato da Kaabouri, consigliere di maggioranza delegato alle politiche giovanili, in cui esprimeva solidarietà a Mohammad Hannoun, arrestato il 27 dicembre nell’ambito di un’operazione antiterrorismo con l’accusa di aver finanziato Hamas attraverso associazioni benefiche. Nel messaggio, Kaabouri definiva l’inchiesta «una nuova operazione repressiva» e sosteneva che «in Italia la solidarietà al popolo palestinese viene trattata come un crimine» .

Le sue parole hanno immediatamente scatenato una bufera politica. Esponenti di Fratelli d’Italia, tra cui il deputato Silvio Giovine, hanno definito le dichiarazioni «gravissime e inaccettabili» per un rappresentante istituzionale, chiedendo al sindaco una presa di distanza e la revoca delle deleghe . La decisione è arrivata il 30 dicembre, quando Michelusi ha ufficializzato la rimozione di Kaabouri da tutte le sue funzioni amministrative, motivandola con il venir meno del rapporto di fiducia. La vicenda ha rapidamente assunto una dimensione nazionale, coinvolgendo anche figure politiche come Ilaria Salis, che ha difeso pubblicamente Kaabouri parlando di «campagna d’odio» e denunciando un clima repressivo verso chi esprime solidarietà alla causa palestinese .

Ed è in questo contesto già incandescente, che è arrivato l’intervento di Massimo Lananna, che, pur provenendo da un movimento storicamente distante dal mondo politico e culturale di Kaabouri, critica duramente la scelta del sindaco e dei partiti di centrodestra che ne hanno chiesto la sua rimozione. Lananna denuncia quella che definisce «l’estromissione dalla vita politica di un giovane consigliere comunale che ha osato protestare contro l’arresto di Mohammad Hannoun», inserendo la vicenda nel quadro più ampio della guerra a Gaza e accusando Lega e Fratelli d’Italia di un «sostegno incondizionato verso il governo israeliano». Una critica che quasi sorprende, considerando che Forza Nuova si è sempre collocata su posizioni nazionaliste e identitarie, spesso lontane dalle istanze del mondo arabo e palestinese.

Nella nota, Forza Nuova arriva persino a proporre una soluzione politica al conflitto mediorientale: la creazione di «un solo Stato su modello cantonale, quello di Palestina, in cui convivano pacificamente palestinesi e israeliani», definendo il sionismo come «ideologia colonialista fondata su odio e razzismo». Una posizione che, per toni e contenuti, si discosta nettamente dalla tradizionale narrativa della destra radicale italiana. Se non un cortocircuito politico, poco meno. L’uscita di Forza Nuova apre interrogativi sul significato politico della vicenda che continua a polarizzare il dibattito pubblico: da una parte chi vede nelle parole di Kaabouri un atto di solidarietà politica, dall’altra chi le considera incompatibili con un ruolo istituzionale. E l’intervento di Forza Nuova, per quanto inatteso, conferma che il caso è destinato a far discutere ancora a lungo e che forse un punto di contatto tra due mondi apparentemente tanto lontani c’è: quello della politica di “strada”, fra mal di pancia e umori che difficilmente accettano compromessi.