A Cavallaro tra brodo e amore: ecco dove i vicentini festeggiano San Valentino

Come ogni anno così anche oggi, giorno di San Valentino, l’appuntamento è fissato alle 14.30 in contrà Cavallaro a Laghi, punto di raccolta per chi salirà insieme verso l’antico Oratorio dedicato al santo degli innamorati. Un rito che si rinnova e che, nonostante il tempo che passa, continua a richiamare giovani coppie, famiglie e tanti affezionati della valle.
L’Oratorio, restaurato nel 2022 dopo un intervento che ne ha valorizzato la struttura settecentesca con riqualificazione della torre campanaria oltre che delle tinte, è uno dei luoghi più identitari di Laghi. Una chiesetta che sembra nata per custodire memorie e sentimenti, sospesa tra boschi e silenzi, e che da secoli accompagna la vita della comunità. Una comunità che, secondo quanto stimava nei suoi scritti Don Pietro Ruaro, giusto un secolo fa contava circa 1300 residenti: comprensibile quindi che a quasi quattro chilometri dal capoluogo, vi fosse la necessità di un altro luogo di preghiera.
Come da tradizione, il cuore della festa sarà il bacio della reliquia, un gesto semplice e antico che ogni anno riunisce generazioni diverse sotto lo stesso tetto. A rendere possibile questo appuntamento sono il Comune, la Pro Loco e il Gruppo Alpini, che anche quest’anno hanno unito le forze per accogliere i tanti avventori: dal servizio di bus navetta — prezioso per raggiungere l’altopiano in sicurezza e comodità — fino all’ospitalità calorosa che attende tutti al termine della celebrazione religiosa con il tradizionale brodo offerto ai presenti. San Valentino, qui, non è solo una ricorrenza religiosa: è un luogo dell’anima. È il posto dove gli innamorati vicentini di ogni età tornano per ritrovarsi, per ricordare, per promettersi ancora qualcosa. Un luogo che non chiede nulla e restituisce molto: pace, bellezza, un senso di continuità che altrove si fatica a trovare.
Perché San Valentino è la festa degli innamorati. L’associazione tra San Valentino e l’amore nasce da un intreccio di tradizione cristiana, leggende popolari e antichi riti pagani legati alla primavera. Valentino, vescovo di Terni nel III secolo, è ricordato come protettore degli innamorati perché — secondo la tradizione più diffusa — avrebbe benedetto l’unione tra giovani coppie ostacolate dalle famiglie o dalle autorità. Una delle storie più note racconta che celebrò in segreto il matrimonio tra un legionario romano e una giovane cristiana, sfidando il divieto imperiale. A questo si aggiunge un altro elemento: nel Medioevo, soprattutto in Inghilterra e Francia, il 14 febbraio era considerato il giorno in cui gli uccelli iniziavano l’accoppiamento. La coincidenza tra il calendario naturale e la memoria del santo fece il resto: poeti come Chaucer e, più tardi, la tradizione cortese trasformarono San Valentino nel patrono dell’amore romantico.