No ai simboli di parte: “Siamo contro ogni guerra”. In municipio la bandiera della pace

Thiene città che promuove la pace. E’ con questo spirito che il consiglio comunale ha risposto compatto alla proposta del sindaco Gianantonio Giampi Michelusi di appendere alla parete del municipio, per una settimana, la bandiera della pace. La proposta è nata durante la seduta di Consiglio, prendendo forma dalla bocciatura di una mozione presentata dal consigliere Alaeddin Kaabouri, uscito dal gruppo amministrativo con la revoca delle deleghe da parte del primo cittadino.
Con la mozione “esposizione della bandiera palestinese presso il municipio quale segno di solidarietà alle vittime civili e sostegno ai processi di pace” il consigliere aveva chiesto formalmente, sottoponendo la decisione al consiglio, che fuori dal municipio venisse appesa la bandiera della Palestina, per esprimere solidarietà verso questo Paese a fronte del conflitto con Israele che da troppo tempo dilania il territorio.
Una solidarietà che il comune di Thiene aveva già espresso in varie occasioni, la più eclatante aprendo la staffetta di solidarietà con “Bagliori di pace” lo scorso 3 settembre, quando per dare il via alla staffetta tra comuni, davanti al municipio era stato condiviso un sentito momento di partecipazione con cittadini e rappresentanti delle numerosi amministrazioni comunali del territorio, pronte al passaggio della consegna del testimone.

Sottolineando l’intenzione di non voler considerare una sola guerra, ma di coinvolgere nel messaggio tutte le guerre, durante il dibattito sono emerse varie considerazioni. La parola del sindaco ha concluso la discussione: “Il Comune è il luogo di rappresentanza di tutta la comunità e tutti condividiamo idee a favore della pace – ha sottolineato il sindaco Michelusi – Non ci sono vittime di serie A e vittime di serie B. Direi di fare una cosa molto più ampia, cioè di mettere all’esterno del municipio la bandiera della pace per una settimana. La bandiera della pace è una bandiera che unisce, l’arcobaleno stesso rappresenta la speranza, la convivenza e la grande armonia tra tutti i popoli, ed è la volontà di porre fine ad ogni guerra, mettendo in atto il dialogo tra i popoli senza identificarsi in una delle parti”.
Il consiglio comunale ha quindi bocciato la mozione di Alaeddin Kaabouri, compattandosi invece sulla controproposta del sindaco. Il simbolo della non violenza è stato issato sul palazzo comunale, dove sventolerà per una settimana intera grazie al voto unanime dell’aula, una scelta di neutralità istituzionale che ha lasciato scontento e deluso il consigliere comunale che aveva presentato la mozione originaria ma che ha unito maggioranza e opposizione.

– – – – –
L’Eco Vicentino è su Whatsapp e Telegram.
Iscriviti ai nostri canali per rimanere aggiornato in tempo reale.
Per iscriverti al canale Whatsapp clicca qui.
Per iscriverti al canale Telegram clicca qui.