Ripartire è un’impresa… Titanica: rinasce il Rugby Thiene. E lo fa con i bambini

Impossibile “placcare” l’entusiasmo del nuovo corso così come “placare” la voglia di rugby nella città del Castello Colleoni. Nasce così, dopo tre anni di apprendistato nelle fila dell’Altovicentino, il Rugby Thiene. Con 45 mini-atleti dai 5 ai 12 anni e uno staff di 25 appassionati a seguirli nella loro crescita sportiva e nel fair play tra allenatori, dirigenti e collaboratori. A distanza di circa 25 anni dallo scioglimento della Titanus giunta alla ribalta del pallone ovale nazionale, bentornati mischie, mete, drop e placcaggi a partire dal campo sportivo in Cà Pajella strizzando entrambi gli occhiolini alla cittadella dello sport.

La “prima semina” nel 2015, quando una costola del Rugby Alto Vicentino (con sede a Schio) crea un avamposto a Thiene nella parrocchia di S. Sebastiano. Appena 6-8 i ragazzini che si avvicinano per primi alla nobile e antica disciplina di origini anglosassoni. Basta far scorrere veloce il nastro ai tempi nostri e le iscrizioni risultano quintuplicati, con quattro formazioni di minirubgy già attive dagli Under 6 agli Under 12 di biennio in biennio di età, con un team Under 14 già in rampa di lancio per il futuro. A metà della stagione da poco conclusa, un’idea appassionata che diventa voglia spassionata e che poi si tramuta in realtà: rifondare una club tutto thienese. Et voilà, con la conferenza stampa tenutasi nei giorni scorsi in municipio, arriva il varo ufficiale.

Doppia eredità. L’eredità storica proviene dalla gloriosa Titanus Thiene, quella moderna dal RAV (Rugby Alto Vicentino), una doppia spinta che ha saputo fondere insieme passato e presente in funzione del futuro, come spiega il presidente Carlo Costa, ex rugbista: “Il tarlo della passione per questo sport – esordisce – rimane dentro e prima o poi ti spinge a far qualcosa. Ed eccoci qui. Siamo contenti oggi che venga riconosciuta l’importanza di ciò che stiamo facendo”. Insieme a lui per la parte dirigenziale il neo vicepresidente Massimo Faccipieri e il segretario Roberto Moro, figura chiave in sede organizzativa, e a rappresentare lo staff di allenatori il responsabile tecnico Massimo Zanon, fresca new entry a Thiene ma di consolidata esperienza nella disciplina. Per la federazione presente Francesco Grosso, delegato provinciale per la promozione e lo sviluppo, che scommette senza tanti giri di parole sui rifondatori: “I presupposti sono ottimi, e le persone fantastiche. Nulla più da aggiungere”.

A introdurre gli ospiti l’assessore allo Sport Giampi Michelusi, dopo essersi cimentato con la palla ovale per le foto di presentazione. “Il Rugby Thiene in questo anno 2018 incasella un altro tassello nella storia sportiva della città – sottolinea -, dopo il calcio nel 2012. Un aspetto che fa onore a noi, alla città di Thiene e ai signori che si sono impegnati con i ragazzini, mettendo in campo un impegno straordinario, come educatori prima di tutto”. E, nei vari interventi seguenti, affiora sovente il tema del rispetto delle regole, degli avversari, degli arbitri e in generale del fair play, fiore all’occhiello della disciplina. Uno sport che vale come e più di un corso di “educazione civica” dice qualcuno, applicato alla realtà quotidiana.

Basti pensare alla scuola del “terzo tempo”, in cui tutti i giocatori a fine partite si dedicano mettendo da parte rancori e rivalità, semplicemente festeggiando insieme dopo l’evento sportivo. “Una pratica che, insieme al fondamentale rispetto delle regole e al principio dell’emulazione in positivo – aggiunge Costa – vogliamo costituisca un momento di unione, valorizzando i punti di comunione e non quelli di differenza fra gli atleti. Pensare i miei figli all’interno del rugby, per quanto mi riguarda, significa pensarli come persone migliori!””.

Tante le novità varate negli ultimi mesi e illustrate nei dettagli. Dalle pagina ufficiale al logo e ai colori sociali. Come simbolo del baldi giovanotti thienesi è stato scelto il Grifone – metà aquila e metà leone – dopo un concorso interno con tanto di giuria, a rappresentare chi tra gli animali per antonomasia domina in terra e quello analogamente ritenuto il più “forte” nei cieli. Riguardo alla cromia scelti il verde e il blu insieme al bianco, rimarcando la presenza nel nutrito vivaio anche di pizzico di rosa: una manciata di bambine avvicinatesi al rugby con entusiasmo, abbattendo qualche tabù da parte di alcuni genitori.

Riguardo alle sedi degli allenamenti il cuore pulsante rimane il quartiere Cà Pajella, ma si starebbe avvicinando il giorno del trasferimento al Parco Sud, dove il progetto prevede la costruzione di un impianto per il training e uno per le gare ufficiali dedicati alla palla ovale. Non se la sente di sbilanciarsi in tempistiche certe l’assessore Michelusi, ma trapela un (inedito?) ottimismo sulla riduzione dei tempi di completamento della cittadella dello sport. Uno sblocco in vista che potrebbe regalare alla città e alle associazioni thienesi la tanto agognata area entro un paio d’anni, forse meno.

A proposito di tabù, i dirigenti si soffermano su un luogo comune fastidioso: il rugby ritenuto – a torto – come uno sport violento. “E’ l’esatto contrario – afferma con piglio il neo presidente – le regole sono tarate e adattate per garantire la sicurezza dei bambini. Purtroppo c’è tanta ignoranza e confusione su questo aspetto, perchè non esiste nulla di più lontano dalla violenza del rugby. In tre anni mai abbiamo assistito a seri infortuni dei nostri ragazzi, e parliamo di circa 150 partite più gli allenamenti”.

Ad affiancare la crescita esponenziale del vivaio, vicino ormai alla soglia dei cinquanta iscritti, anche quella del parco adulti al seguito, in pratica uno ogni due bambini: sono 8 infatti gli allenatori più il responsabile tecnico, 6 i dirigenti del dietro le quinte e dieci i collaboratori/genitori che svolgono varie mansioni. C’è chi tiene in ordine il magazzino, chi si occupa di comunicazione e chi dello stato di salute del manto erboso, chi di offrire un Terzo Tempo da leccarsi le dita. Tutti smaniosi di scendere nella “mischia” dopo l’estate per sostenere i piccoli grifoni del Rugby Thiene.

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