Lo stretto di Messina a nuoto è una scelta di famiglia: l’impresa degli Smiderle

La barca 3, quella degli Smiderle

A memoria dei barcaioli che li hanno accompagnati, e di chi da sempre si occupa di correnti e traversate a nuoto dello Stretto di Messina, era la prima volta che una famiglia compiva l’impresa insieme. Sì, c’erano state coppie, o padre e figlio, ma mai una famiglia di quattro persone. Loro sono Alessio Smiderle, Anna Zordan e i due figli Silvio e Pietro, di Sarcedo.

Lui, 55 anni, è manager di EssilorLuxottica in Asia e da due anni vive a Shanghai, dove è stato raggiunto dalla moglie, già fisioterapista, che fa la spola con l’Italia mentre i due figli con cui hanno condiviso la traversata a nuoto dello Stretto stanno ultimando gli studi: Pietro, il primogenito, si sta per laureare a Milano nella magistrale in chimica industriale, il più piccolo, Silvio, studia business management a Londra ed è pure prossimo alla laurea. Il mediano, Nicola, per questa volta ha declinato l’invito dei genitori, ma la famiglia conta di coinvolgerlo in una nuova impresa il prossimo anno.

“Da sempre ci piace nuotare e proprio attraverso il nuoto ci siamo conosciuti io e Alessio – racconta Anna, originaria di Zanè mentre la famiglia di origine del marito è Schio. Quest’inverno stavamo parlando con due nostri amici di Malo che vivono in Sicilia, Enzo Paolucci ed Elena Gasparotto – ed è maturata questa idea con loro di attraversare lo Stretto a nuoto. L’abbiamo proposta ai nostri tre figli e Pietro e Silvio l’hanno accolta. E devo dire che per me questo è stato davvero un dono, sono onorata della loro scelta di esserci”.
Così, sabato scorso, 25 luglio, hanno nuotato, bracciata dopo bracciata, fra la Sicilia e il “continente”, da Punta Faro alla spiaggia di Scilla. Un tratto di mare di 3,3 chilometri che però possono diventare di più perchè bisogna seguire le correnti. “Ci siamo preparati in meno di due mesi in piscina: Alessio a Shanghai, io a Thiene, Silvio a Londra e Pietro a Milano – spiega Anna – e siamo riusciti a fare solo un paio di allenamenti insieme”. “Io e mio fratello – aggiunge Silvio, un passato nella pallanuoto – insieme abbiamo già fatto la mezza maratona e partecipato all’Iron Man”.

Fra Messina e Reggio Calabria ci sono diverse associazioni sportive specializzate nella proposta della traversata: la famiglia Smiderle si è affidata a Swimming Travel. “Non è stata un’impresa, con un buon allenamento – spiega Silvio Smiderle – chiunque può riuscirci. L’organizzazione ti chiede prima i tempi che fai sui due due chilometri in vasca, per creare squadre omogenee, ognuna delle quali è seguita da un barcaiolo, e ognuno di noi aveva una boa allacciata in vita per motivi di sicurezza”. “Alla partenza – interviene Anna – oltre a noi quattro e alla coppia di nostri amici maladensi, seguiti dai figli in barca, c’era un’altra comitiva di giovani vicentini. In tutto la nostra provincia contava quindi undici partecipanti su trenta: il gruppo più numeroso”.

Il momento della partenza dipende dalla luna e dalla basse maree, poi bisogna individuare la corrente migliore. “Questo comporta che a volte conviene fare una traversata più lunga perchè ci metti meno: non si guarda la distanza minima fra le due sponde, ma il minimo tempo di traversata – spiega ancora Silvio -. Prima partono i più lenti, noi abbiamo nuotato tutti e quattro insieme”. La traversata, in diretta Facebook, ha visto parenti ed amici tifare da casa. “Per me – aggiunge Anna – ad ogni respiro è stata una specie di meditazione, bracciata dopo bracciata. Sei lì e pensi solo a nuotare, scorgendo la terra ferma sullo sfondo. Abbiamo visto anche il punto di incontro fra il mar Ionio e il Tirreno. Quanto ci abbiamo messo? 55 minuti. Ora un’altra sfida, tutti insieme, sarà l’anno prossimo il triathlon.

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