Un premio per la startup vicentina e tutta al femminile. Il fai da te secondo… Mekello

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Le tre moschettiere vicentine del fai da te inventano e lanciano la startup Mekello, e si aggiudicano il premio Gaetano Marzotto per la sezione Network Incubatori e Parchi Scientifici e Tecnologici. E’ una storia di passioni (volutamente al plurale), di condivisione e di innovazione, e perchè no anche di marketing intelligente quella di Mekello, una community che permette di creare i laboratori più disparati in tema di fai da te, facendo incontrare persone, idee, colori e sapori praticamente in qualsiasi location. Dal salotto di casa al giardino, dal negozio alla piazza. L’essenziale? Che si tratti di un ambiente per così dire “amichevole” dove i confini tra insegnanti e allievi sfumano uno nell’altro.

Le tre ideatrici del portale web non a caso sono legate da un profondo legame di amicizia oltre che professionale. Si tratta di Annabella Sperotto, Benedetta Nicodemo e Francesca Franzon, esperte nel settore della comunicazione. E sono proprio loro le vincitrici designate dalla giuria del Premio di Galielo Visonary District, su un parterre di 220 idee d’impresa prese in considerazione e passate ai raggi x. Giovedì 28 giugno si sono aggiudicate l’ottava edizione del concorso, presso la Microsoft House di Milano, dunque in una cornice brillante che fa da rampa di lancio e di visibilità per il progetto Mekello.

A spuntarla proprio la loro creazione, una startup ingegnosa con base operativa a Sarcedo che ha fuso insieme innovazione e un pizzico di amarcord degli anni in cui mamme e nonne trasmettevano il loro sapere in famiglia: dalle ricette tradizionali agli accessori d’arredamento, dai piccoli lavoretti artistici agli accorgimenti utili per la casa. Come partecipare? Basta iscriversi e lasciarsi conquistare da un mondo nuovo, suddiviso in quattro aree tematiche: Food, Green e Benessere, Fashion, Art & Deco. 

Le tre vicentine premiate a Milano: dalla seconda a sinistra Francesca Franzon, Benedetta Nicodemo e Annabella Sperotto

Che si vogliano chiamare corsi o laboratori, si tratta prima di tutto di incontri. Favoriti e calamitati da interessi comuni. “Per il nostro team – spiega Benedetta Nicodemo – questo è un primo riconoscimento importante e significativo. Grazie a questa opportunità e all’appoggio del Galileo Visionary District potremo lavorare per accrescere e sviluppare, con nuove visioni e strategie, il nostro progetto”.

Le motivazioni della scelta della giuria? Eccole per bocca del direttore Emiliano Fabris: “La scelta di premiare Mekello non ha seguito i criteri classici della selezione delle startup ma si è basata sulla direzione della social innovation. Ecco quindi che la startup è stata scelta per il suo impatto sociale, che valorizza le persone di qualsiasi estrazione e fascia di età aiutandole ad esprimere le proprie capacità. Oltre ad un tema educativo molto sentito, che è quello del riciclo e del riuso per evitare sprechi domestici e dare nuova vita agli oggetti, supportare le attività artigianali in forma di sharing economy della conoscenza e del fai te è un ottimo modo per non perdere la capacità del saper fare tipica del nostro territorio”.

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