Scarpellini: “Mi candido a sindaco di Thiene. Priorità a sicurezza, clima e territorio”

“Succede che mi candido a sindaco di Thiene“. Lo ha detto così, Giovanni Scarpellini, con la semplicità di chi sembra essere incappato “per caso” nella candidatura. Poi però bastano pochi accenni al programma per capire che l’idea di tentare l’ascesa alla carica di primo cittadino parte da lontano e che le idee sono ben elaborate. L’ex comandante della compagnia dei carabinieri di Thiene e poi della polizia locale dell’Alto Vicentino e del Nordest Vicentino, dà insomma un’accelerata alla campagna elettorale thienese, costringendo partiti e forze di tutti gli schieramenti a darsi una mossa. E lo fa lasciando i partiti al momento nella penombra, affiancato da persone senza tessere, anche se è un segreto di pulcinella che dentro alla compagine ci saranno Fratelli d’Italia e molto probabilmente anche Forza Italia, mentre con la Lega pare la trattativa sia ancora in corso.
“Non mi candido per amministrare l’esistente – ha detto Scarpellini presentandosi -, mi candido per realizzare un progetto su Thiene”. Le elezioni sono in calendario per la primavera 2027 e finora si registrano tanti “si dice” ma il suo è il primo nome a venire allo scoperto e rischia di essere quello più pesante e che può suscitare un largo interesse fra elettori ed elettrici. Se le forze progressiste che ora amministrano Thiene non riusciranno a mettere in campo un nome molto credibile, insomma, il rischio è che possa vincere a porta vuota o quasi.

Chi è Giovanni Scarpellini
60 anni, originario di Bagno di Romagna (provincia di Forlì Cesena), Giovanni Scarpellini è sposato e padre di un trentenne che vive e lavora a Verona. Una laurea magistrale in giurisprudenza, per 21 anni è stato nell’Arma dei Carabinieri, ricoprendo come ultimo incarico il ruolo di comandante della compagnia di Thiene. Per 18 anni ha poi comandato la polizia locale, contribuendo a far nascere il consorzio NeVi (Nordest Vicentino) e per dieci anni reggendo contemporaneamente anche il comando del consorzio Alto Vicentino di Schio. Nell’ottobre 2023, a pochi mesi dalla pensione, si è dimesso dal suo ruolo a Thiene. Al centro di quei mesi caldi, anche una complicata vertenza approdata alla Corte dei Conti per danno erariale che ha coinvolto il consiglio di amministrazione del consorzio stesso. Nei pochi mesi prima della pensione ha poi vinto la selezione guidando il consorzio di polizia locale scledense. Nel 2024 gli è stato assegnato il Premio Schio.
La lista Thiene Sicura e i punti del programma
All’esterno del bar di Villa Fabris, davanti una piccola folla di curiosi, compresi l’assessora Marina Maino e consiglieri comunali di maggioranza e opposizione, Scarpellini ha annunciato la presenza alle elezioni con una lista dal nome Thiene Sicura. Poi ha spiegato che nella città che lo ha accolto venticinque anni fa, già si sta bene, e che l’obiettivo suo e di chi lo affiancherà è di avere un programma fatto di cose concrete e misurabili. Accanto a lui, tre dei “compagni di progetto”, tutti e tre nuovi in politica: il commercialista trentenne Riccardo Fogliato, l’istruttore di kick boxing e arti marziali Hamid Abourchid e l’avvocato (e ex sottufficiale dei carabinieri) Antonio Panico. Tre i punti focali del programma indicati nel corso della presentazione della sua candidatura: sicurezza, clima e urbanistica, con alcune idee già abbastanza dettagliate da mettere in campo “se i cittadini ci daranno fiducia”.
Fra queste, la creazione di un sistema di sicurezza integrato che preveda l’attivazione di una quarantina di volontari: selezionati in base all’esperienza nelle forze dell’ordine e negli istituti di vigilanza privati, saranno dotati di uniforme, iscritti a un apposito albo comunale e per loro sarà previsto un rimborso spese. Saranno presenti nei punti nevralgici della città e avranno regole d’impiego precise definite dalla legge, come la tutela e la salvaguardia dell’arredo urbano, delle aree verdi e dei parchi cittadini. “Forti dell’esperienza maturata sul campo, costituiranno un punto di riferimento per la cittadinanza, prevenendo qualsiasi comportamento inopportuno da parte di qualunque soggetto.
L’ex comandante della “locale” propone anche un accordo con un istituto di vigilanza privato che preveda l’istituzione di un presidio fisso nel centro storico dalle ore 22 alle ore 2 di notte e la collaborazione con insegnanti, sia in servizio che in pensione, che in coordinamento con le scuole statali e paritarie organizzino interventi di educazione alla legalità. Grazie a un “Patto per la sicurezza urbana integrata” da sottoscrivere con la Prefettura, infine, Scarpellini propone un maggior coordinamento e scambio di informazioni fra le diverse forze di polizia statali e locali.
Quanto all’ambiente e alla crisi climatica, Scarpellini ricorda che la recente “bolla di calore” è stato un segnale rispetto al fatto che le prossime estati saranno ancora più calde. “Per questo gli alberi non sono arredo urbano ma vere e proprie infrastrutture ambientali. E’ vero che un grande albero comporta costi e manutenzione, ma dobbiamo iniziare a considerare il verde come una infrastruttura essenziale, e non un fastidio da ridurre al minimo. Se scegliamo alberi incapaci di produrre ombra per risparmiare sulla gestione, non stiamo amministrando meglio, stiamo semplicemente rinunciando alla funzione per cui li abbiamo piantati. Lo spazio urbano va progettato come un sistema. E’ dimostrato che riforestazione, depavimentazione e superfici a minore accumulo termico possono ridurre la temperatura superficiale di oltre quattro gradi nelle ore più calde”. E ha poi fatto un esempio concreto: realizzare un bosco urbano anche nel parco di Villa Fabris.
Infine, per quel che riguarda lo sviluppo del territorio, ha proposto una “revisione coordinata del Piano degli interventi, delle norme tecniche operative e del Regolamento edilizio comunale, superando la logica delle continue varianti episodiche. L’obiettivo sarà eliminare, per quanto consentito dalla legislazione sovraordinata, disposizioni obsolete, sovrapposizioni, contraddizioni e rigidità che ostacolano senza ragione il recupero degli immobili e la trasformazione della città. Le regole urbanistiche devono governare le trasformazioni, non impedirle”.
Il guanto di sfida, insomma, è lanciato, ora si aspettano le “mosse” degli altri possibili contendenti alla poltrona di sindaco.
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