Sfinito sulla Ferrata delle Anguane, il monito del Soccorso Alpino: “Non sfidate il caldo”

Intervento di soccorso nel primo pomeriggio di oggi sulla Ferrata delle Anguane, dove un escursionista di 73 anni, residente a Pieve del Grappa, è rimasto bloccato a causa dello sfinimento provocato dall’impegno fisico del percorso e dalle elevate temperature.
L’allarme è scattato attorno alle 12.40, quando la Centrale del Suem ha richiesto l’intervento del Soccorso Alpino di Arsiero. L’uomo stava percorrendo il tratto dei Salvanei, uno dei punti più impegnativi della ferrata nel comune di Valdastico, caratterizzato da una traversata orizzontale che richiede una buona forza di braccia e notevole resistenza fisica. Arrivato in quel segmento del percorso, il 73enne ha accusato un forte affaticamento e, ormai senza più energie per proseguire in sicurezza, ha chiesto aiuto ad alcuni escursionisti che si trovavano nelle vicinanze.
Immediatamente è partito un primo soccorritore, seguito da altri quattro tecnici in supporto. Dopo aver risalito la ferrata, il soccorritore ha raggiunto l’uomo, lo ha assicurato e, con una complessa manovra di recupero, lo ha parancato verso l’alto per circa trenta metri, fino all’uscita del tratto attrezzato. Una volta messo in sicurezza, all’escursionista sono stati forniti acqua e alimenti per favorire il recupero delle forze. Successivamente è stato accompagnato fino alla base della parete senza ulteriori conseguenze. L’intervento si è concluso alle 14.40.

Il richiamo del Soccorso Alpino: “Il caldo può trasformare un’escursione in una situazione di pericolo grave”. L’episodio ha però riacceso l’attenzione sui rischi legati alle attività in montagna durante le giornate più torride. A sottolinearlo è Giovanni Busato, tra i decani del Soccorso Alpino di Arsiero e del Veneto, nonché già vicepresidente della struttura regionale: “Assistiamo all’ennesimo intervento per persone che, complice la combinazione tra intensa attività fisica e temperature elevate, spesso al limite del proibitivo, si ritrovano allo stremo delle forze e costrette a chiedere aiuto ai soccorritori”, osserva Busato. Un richiamo alla prudenza il suo, rivolto soprattutto a chi programma escursioni e ferrate nelle ore centrali della giornata, in giornate da emergenza climatica come queste: “Bisogna comprendere che tra la tarda mattinata e il pomeriggio, attività di questo tipo andrebbero evitate. È una questione di sicurezza personale, ma anche di tutela di chi deve intervenire. Su una parete rocciosa completamente esposta al sole, la temperatura percepita supera ampiamente i 40 gradi, rendendo estremamente gravoso qualsiasi intervento di soccorso”.
Un monito che arriva dopo l’ennesimo intervento conclusosi fortunatamente senza conseguenze gravi – un fatto analogo era accaduto nel weekend sul Monte Cengio – ma che evidenzia ancora una volta come il caldo estremo possa trasformare una normale escursione in una situazione di potenziale pericolo. In montagna e non solo – ricordano i soccorritori – la valutazione delle condizioni fisiche, l’adeguata idratazione e la scelta degli orari più freschi restano elementi fondamentali per affrontare in sicurezza percorsi impegnativi come le ferrate. Per sé e per gli altri.