Un’unghia emersa dagli scavi apre uno spiraglio sul mistero delle mogli sparite

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Foto d'archivio

A distanza di sette mesi dall’inizio degli scavi che hanno riaperto il caso delle mogli sparite dell’allevatore di maiali Valerio Sperotto, dal terreno setacciato in via Frighi a Velo d’Astico è spuntata un’unghia. Il reperto, ora sotto l’analisi dell’anatomopatologa forense Cristina Cattaneo, è stato trovato nel terreno di cui era proprietario l’uomo, morto nel 2011.

Probabilmente a breve il reperto sarà analizzato anche dai Ris di Parma. Si potrebbe trattare di un’unghia umana, probabilmente di un alluce. La notizia, riportata nelle edizioni odierne de Il Giornale di Vicenza e del Corriere del Veneto, apre uno spiraglio sull’inchiesta aperta dalla procura di Vicenza inerente la sparizione di Elena Zecchinato e Virginia Mihai, entrambe mogli di Valerio Sperotto, il vicentino che in via Frighi a Velo d’Astico allevava maiali.

Il caso è stato riaperto a novembre dell’anno scorso, dopo che un imprenditore edile di Lugo durante degli scavi in quel terreno ha detto di aver visto delle ossa. Da lì sono partite nuove indagini per capire se realmente in quella porzione di terra ci fossero dei resti e, in caso affermativo, se appartenessero alle due donne svanite nel nulla. Elena Zecchinato risulta scomparsa dal 1988 e Virginia Mihai dal 1999. L’imprenditore, nel frattempo, è stato indagato dalla procura di Vicenza per simulazione di reato, in quanto le ricerche effettuate dagli esperti del laboratorio Labanof di Milano non hanno portato al ritrovamento di ossa.

Ora, le analisi sull’unghia potrebbero aiutare gli investigatori a capire se sotto quel terreno è stata seppellita una delle due donne, oppure se il reperto è di tutt’altro genere.

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