Festari, Fenice risponde: “Basta con le caricature, il nostro è un progetto sostenibile”


In Campagna Festari, alle porte di Valdagno, si sta giocando una partita che intreccia ambiente, sviluppo industriale e identità territoriale. Il progetto proposto dall’azienda Fenice ha sollevato un acceso dibattito tra i residenti, preoccupati per l’impatto ambientale e paesaggistico dell’intervento. Di qui la volontà del soggetto proponente di chiarire la propria posizione.
Non sono infatti probabilmente passate inosservate le dichiarazioni di chi, interpretando i timori riguardo alla natura del progetto – percepito da alcuni come un insediamento industriale potenzialmente invasivo – si è attivato con una petizione nonostante le rassicurazioni a più riprese arrivate dal primo cittadino stesso, Maurizio Zordan. L’azienda, Fenice, ha quindi diffuso una nota dettagliata per chiarire la propria posizione e contrastare quella che definisce una “rappresentazione distorta” del progetto: “Dispiace constatare che, proprio in un territorio che ha fatto del lavoro un modello per l’Italia, si sia generata una rappresentazione distorta rispetto a un progetto sostenibile e trasparente, che offre occupazione, un parco verde pubblico e una struttura destinata alla comunità”, si legge nel comunicato.
Fenice respinge con decisione l’etichetta di “capannone industriale per sostanze chimiche”, definendola “un’immagine fuorviante che sfrutta una connotazione negativa della chimica del tutto ingiustificata“. L’azienda sottolinea che le proprie formulazioni sono “a base acqua, certificate conformi ai più elevati standard ambientali internazionali”.
In merito alla presunta attività conciaria, Fenice chiarisce: “Non ha alcun riscontro la rappresentazione del progetto come ‘conceria’. Una parte dei clienti di Fenice sono concerie e l’azienda non intende certo diventarne concorrente”. L’attività prevista riguarda la rifinizione della pelle, “su piccolissime quantità: una manciata di pelli al giorno, pochi chilogrammi di prodotto per lo più costituito da acqua”.
Sempre stando a quanto riferito dall’azienda, il progetto prevedrebbe quindi la creazione di un centro per la ricerca applicata e la logistica intelligente, con un incremento occupazionale stimato del +25%, in netta controtendenza rispetto alla media nazionale: “Posti attrattivi soprattutto per i nostri giovani che oggi, purtroppo, fuggono”, sottolinea Fenice, citando i dati della Fondazione Nordest.
Dal punto di vista ambientale, l’azienda promette un complesso “silenzioso e integrato nel paesaggio, con colline alberate, alimentato da fonti rinnovabili e costruito con materiali a basso impatto”. Tra le compensazioni, spicca la realizzazione di un parco pubblico di 16mila metri quadri, “senza costi per il Comune e per i cittadini di Valdagno”. Infine, Fenice si è impegnata a restaurare parte della storica fattoria presente nell’area, “non per fini aziendali, ma per destinarla a servizi sociali, secondo le necessità della comunità”. Anche la zona verde “cuscinetto” sarà mantenuta, “spostata a tutela dell’area confinante attualmente abitata”. Emerge un confronto tra visioni differenti sul futuro di Campagna Festari. Da un lato, cittadini e comitato esprimono dubbi sull’impatto ambientale e urbanistico del progetto; dall’altro, l’amministrazione e l’azienda proponente ne evidenziano le potenzialità in termini di occupazione, sostenibilità e servizi alla comunità. Il dibattito, in attesa di valutazioni tecniche e istituzionali ulteriori, resta aperto.
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