Scomparso a 77 anni il sindacalista Bruno Oboe, una vita per la Cisl

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E’ scomparso stamane a 77 anni il sindacalista vicentino della Cisl Bruno Oboe. Originario di Valdagno, Oboe è stato dirigente della Cisl vicentina e segretario di quella veneta. “E’ stato per noi tutti un punto di riferimento nella lunga storia della Cisl, non solo vicentina, in cui ha fatto crescere idee, valori, impegno e passione sociale fino ai suoi ultimi giorni. Bruno è stato padre fondatore della Cisl e maestro politico sindacale di ognuno di noi” afferma in una nota la Cisl vicentina.

“Con Bruno Oboe perdiamo un grande uomo, che ha vissuto per servire e costruire un Veneto, un’Italia, un Mondo in cui la giustizia sociale fosse una realtà per tutti” commenta il presidente del Veneto Luca Zaia. “Sin dai primi tempi degli scout, quindi nell’attività sindacale e politica – ricorda Zaia – Oboe ha incarnato le migliori qualità di un veneto: serietà, onestà, impegno costante, equilibrio umano e politico in anni non semplici come quelli durante i quali non fece mai mancare il suo impegno di uomo per bene anche prima che di personaggio pubblico”. “Una figura – conclude il Governatore – che mi auguro venga presa ad esempio nell’affrontare con equilibrio e lungimiranza l’attualità sindacale, politica e sociale di un Veneto nel quale è in atto un nuovo, profondo cambiamento”.

Il sindaco di Vicenza Achille Variati ricorda che “fu non solo un faro per il mondo del lavoro e dei diritti, ma anche un protagonista della vita politica regionale degli anni ’90. Bruno Oboe incontrò anche la politica attiva e la interpretò in modo ‘atipico’: a metà degli anni ’90 ricevette, infatti, l’importante incarico di guidare il Partito Popolare regionale dopo la fine della Democrazia Cristiana, e lo fece senza mai indietreggiare, spinto dalle sue convinzioni, senza farsi rallentare dai riti delle segreterie politiche, sfuggendo ai compromessi anche di fronte al rischio di scontri interni al partito. Faceva a modo suo, guidato da grande rigore e sobrietà nella vita pubblica, come in quella privata. Ci conoscevamo da quarant’anni, dal suo letto in ospedale il sorriso era lo stesso di sempre, sereno e consapevole della sua malattia: la serenità di un uomo giusto. Il suo ricordo rimarrà nel cuore di tanti”.

“Bruno  – sottolinea il capogruppo del Pd in Consiglio regionale Stefano Fracasso – ha incarnato l’attenzione e la passione per i lavoratori veneti e i loro diritti. Ha guidato con grande responsabilità e partecipazione il sindacato negli anni più intensi della crescita della nostra regione. Esigente con la politica, non ha mai smesso il suo impegno che lo ha visto protagonista di un sindacalismo concreto, mai ideologico”.

“Credo che l’eredità di Bruno Oboe sia la sua coerenza, l’impegno, l’onestà di un galantuomo, un sindacalista che seppe incarnare il motto di Giulio Pastore, ‘Il sindacato è dei lavoratori o non è’.  Un giusto, un uomo che seppe restare sempre dalla parte degli ultimi e dei più deboli con un raro senso etico” è invece il commosso pensiero del presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti, che rende omaggio “alla figura di un uomo che ha fatto la storia del Veneto in un ruolo chiave in una regione chiave anche  in anni anche drammatici come quelli segnati dal terrorismo. Fu tra quelli che traghettarono la nostra Regione dalla povertà di una società ancora rurale alla ricchezza del policentrismo diffuso, impegnandosi sempre affinché i più poveri e i lavoratori non fossero esclusi dal benessere”.

“Nella primavera scorsa – racconta il deputato Pd Federico Ginato – abbiamo chiacchierato a lungo viaggiando in treno verso Roma. Parlava schiettamente, era ruvido. Pane al pane e vino al vino. E alla fine ti dava sempre qualche consiglio”.

La sua biografia la ricorda la Cisl del Veneto nel suo sito. Nel 1954 Bruno ha 14 anni ed entra in fabbrica, in una cromatura. Nel 1958 è alla Marzotto, lavora ai turni di notte, dopo la scuola serale. Comincia a occuparsi di sindacato e diventa responsabile dei giovani e componente della Sas (Sezione aziendale sindacale). Nel tempo libero è scout. Quattro anni dopo è nella delegazione trattante il contratto della Laniera (comparto del tessile) che si conclude con una netta riduzione dell’orario di lavoro: da 48 a 46 ore settimanali. Nel 1963 frequenta il corso lungo per dirigenti Cisl a Fiesole, al termine rientra a Valdagno e riceve la lettera di licenziamento. Accetta di fare il capo della Cisl a Piacenza, poi torna nel vicentino. È con gli operai della Marzotto il 19 aprile del ’68 quando, durante lo sciopero generale con il blocco delle portinerie partono i primi tafferugli tra polizia e operai che generano manifestazioni di strada e quindi in scontri di piazza. Ed è ancora con gli stessi operai quando la fabbrica viene occupata, nel gennaio del 1969, per trenta giorni. Gli anni successivi lo vedranno ancora a capo della federazione dei tessili vicentini e poi segretario della Unione territoriale. Nel 1991 diventa Segretario generale della Cisl del Veneto. Tre anni dopo lascia l’incarico per partecipare alle elezioni politiche come candidato (senza speranze di elezione) della DC. Dopo la sua implosione è tra i fondatori del Partito Popolare che darà vita successivamente al Partito Democratico.

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