Referendum, Bulgarini per l’astensione. L’attacco di Pretto (Ln): “Uscita ottusa”

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Jacopo Bulgarini d'Elci, Erik Pretto

Il vicesindaco e candidato alle primarie del centrosinistra per il Comune di Vicenza, Jacopo Bulgarini d’Elci, si schiera nettamente per l’astensione in tema referendum (consultivo) per l’autonomia. “Una spesa di 15 milioni di euro va presa terribilmente sul serio. È la più costosa campagna pubblicitaria politica fatta nella nostra regione e ha un unico beneficiario: non il Veneto ma il governatore Zaia”. L’intervento del presidente di Vicenza Domani non passa inosservato. Il segretario provinciale della Lega Nord Erik Pretto gli replica a stretto giro: “E’ surreale che un candidato sindaco, che si appresta a chiedere il voto dei cittadini vicentini per soddisfare le sue legittime ambizioni personali, consigli agli stessi cittadini di non recarsi a votare”.

Bulgarini ha affidato il suo pensiero a una lunga nota alla stampa. L’aspirante candidato sindaco, che si confronterà il 3 dicembre con gli altri candidati alle primarie vicentine, precisa che “quello dell’autonomia è un tema giusto. Così giusto ed evidente che nessuno è in disaccordo. Per affrontarlo c’è un percorso, previsto dalla Costituzione, rispetto al quale il referendum voluto dal governatore Zaia non rappresenta una scorciatoia. Come sta facendo già da tempo la regione Emilia Romagna. Come dovrà fare in ogni caso il Veneto il giorno dopo l’inutile referendum, che non sancisce l’autonomia ma ci dirà solo come la pensano i veneti (lo sappiamo già)”. Secondo Bulgarini al posto del referendum “si poteva fare un vasto e accurato sondaggio, con un primario istituto nazionale o internazionale. Con poco più di un millesimo della spesa si sarebbe avuta una precisa e credibile lettura di cosa pensino i veneti, tutti, sul tema. Purtroppo il referendum di Zaia non è neppure liquidabile come una farsa, perché una spesa di  almeno 15 milioni di euro va presa terribilmente sul serio, specie in un tempo in cui mancano le risorse per le mille urgenze e necessità della nostra terra”. Non manca una sferzata al Pd, partito a cui Bulgarini non è iscritto (pur facendo parte della stessa area di riferimento): “Dispiace che il Partito Democratico abbia scelto di appoggiare il sì. È un errore tattico e strategico. Sarebbe stata l’occasione di iniziare a contrastare la narrazione leghista, come dovremmo fare da anni”.

Per Pretto la posizione di Bulgarini “è ottusa e certamente maldestra”. Quindi ricorda quello che “giustamente diceva Paolo Borsellino: “Il cambiamento si fa dentro la cabina elettorale, con la matita in mano”. Non è forse una questione di primaria importanza esprimersi in favore o contro l’attribuzione alla nostra Regione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia? Non capisco francamente chi tenta, in maniera anche goffa, di sabotare un momento di autentica democrazia e partecipazione. Abbiate il coraggio, piuttosto, di andare a votare dichiarando la vostra contrarietà all’autonomia del Veneto. Almeno così avrete modo di esprimere la vostra idea. In un momento di svolta epocale come questo, in cui perfino l’Anci prende posizione a favore del percorso autonomista visto come una chiara opportunità, chi ambisce ad occuparsi di politica deve essere in grado di capire da quale parte stare”.

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