Scivola in un canalone sul Grappa vicino al Bivacco Murelon: morto un escursionista

Attorno a mezzogiorno di ieri, martedì 17 marzo, il 118 si è attivato a seguito della segnalazione di un escursionista ruzzolato in un canale, non distante dal Bivacco Murelon dove era diretto assieme ad altri 5 amici. Due di questi si sono trovati in difficoltà loro stessi: uno avendo cercato di raggiungere l’amico caduto, un altro dopo essere a sua volta scivolato mentre si trovava poco più avanti.
Dalla ricostruzione dei fatti, i sei amici, partiti dopo aver lasciato l’auto parcheggiata al Rifugio Bassano, si stavano avvicinando al Bivacco Murelon Scopel, posto a 1.483 metri sul Col dell’Orso. 200 metri prima di arrivarvi, uno di loro ha perso l’equilibrio sul sentiero innevato ed è finito in un canale sottostante, fermandosi 250 metri più in basso. Uno dei compagni aveva iniziato a ridiscendere il pendio, salvo poi essere costretto a fermarsi. Un terzo componente del gruppo, che si trovava più avanti, è a sua volta scivolato per un centinaio di metri, riportando escoriazioni al volto. Gli altri tre sono rimasti fermi sul sentiero.
Ricevute le coordinate del posto, l’elicottero Falco 2 è decollato da Belluno. Una volta individuato il luogo dell’incidente, medico, infermiere e tecnico di elisoccorso sono stati calati nel punto dove si trovava l’escursionista precipitato, non potendo però fare altro che constatarne il decesso. Il tecnico dell’elisoccorso è stato quindi trasportato in alto nel canale e ha provveduto al recupero dell’amico bloccato. L’elicottero, poi, si è spostato più avanti, così da issare a bordo il secondo escursionista con le escoriazioni al volto. Entrambi sono stati lasciati al Rifugio Bassano e affidati al personale sanitario del Suem di Pieve del Grappa.
L’eliambulanza è tornata in seguito a recuperare l’equipe medica e la salma assieme al tecnico dell’elisoccorso. Anche due amici rimasti sul sentiero sono stati trasportati a valle dall’elicottero, mentre un terzo è rientrato autonomamente. Le operazioni, durate a lungo, si sono svolte con il contributo di un soccorritore di Feltre. Una squadra del Soccorso alpino era inoltre presente in supporto al Campo sportivo di Rasai.
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