Veneto-Lombardia. La Lega ci riprova e firma l’Asse del Nord per riconquistare imprese e partite Iva

Consapevole di avere perso la sua identità, ma soprattutto una grossa fetta di elettori dal Po in su, la Lega ci riprova e stringe il patto “Asse del Nord”.
Un’asse economica, ma soprattutto politica tra Veneto e Lombardia, un accordo tecnico per ricominciare a parlare la lingua delle origini.
In un momento in cui il dibattito sull’autonomia e sulla rappresentanza territoriale ha perso appeal, a seguito di troppi annunci andati a vuoto e nessun risultato concreto, la Lega serra i ranghi (o almeno ci prova) e prova a riconnettersi con il suo elettorato di riferimento: i produttori, le partite Iva e il mondo delle imprese del nord Italia.
E chi da tempo vociferava che con l’elezione del nuovo presidente Alberto Stefani il vero protagonista di riferimento e leader della Regione sarebbe stato Massimo Bitonci, pare avesse ragione.
Oggi a Desenzano infatti gli assessori allo Sviluppo Economico Massimo Bitonci (Veneto) e Guido Guidesi (Lombardia) hanno siglato un patto istituzionale chiamato “Asse del Nord” con l’obiettivo dichiarato di voler trasformare le due regioni nel blocco economico più influente d’Europa, parlando con una voce sola a Roma e a Bruxelles.

Un patto che prevede una serie di azioni volte a sostenere la crescita economica e a facilitare l’accesso agli strumenti finanziari per le imprese.
Dietro alle strette di mano dei due assessori, emerge chiaramente il tentativo del partito di via Bellerio di recuperare la fiducia di quel “Nord produttivo” che negli ultimi anni ha chiesto risposte più incisive su burocrazia e credito.
“Meno carta, più accesso al credito e strumenti finanziari adeguati”, ha sottolineato Bitonci, riproponendo i dogmi della Lega.
“Con questo accordo rafforziamo concretamente la collaborazione tra le due grandi regioni del Nord, cuore manifatturiero e uno dei principali motori economici d’Europa – ha dichiarato Massimo Bitonci – Veneto e Lombardia condividono un modello di sviluppo fondato su distretti industriali, pmi, innovazione diffusa e una forte vocazione all’export. Mettere in rete le nostre politiche industriali significa creare nuove opportunità per le aziende, favorire l’integrazione tra filiere complementari e rendere più efficaci gli strumenti di sostegno agli investimenti. Ma non solo: le imprese lombardo-venete chiedono meno burocrazia, accesso più semplice al credito, strumenti finanziari adeguati per sostenere innovazione, digitalizzazione e transizione energetica. Da oggi Veneto e Lombardia parleranno ad una sola voce, mettendo a sistema competenze, risorse e strumenti operativi per accompagnare le nostre imprese”.
“Facciamo squadra per aiutare le nostre imprese ad essere competitive, in un contesto molto complicato – ha concluso Guido Guidesi – E’ molto importante che i territori maggiormente produttivi e molto influenti sul PIL nazionale collaborino e siano propositivi al fine di fare sentire la voce e le esigenze del ecosistema lombardo-veneto e di tutto il Nord”.

Le principali direttrici di intervento sono lo sviluppo delle filiere produttive complementari: Lombardia e Veneto avvieranno programmi congiunti per rafforzare le filiere industriali strategiche promuovendo l’integrazione tra ‘distretti produttivi’ e ‘siti tecnologici’ presenti nei due territori. Supporto al credito e strumenti finanziari condivisi per lavorare alla costruzione di strumenti coordinati di supporto al credito, facilitando l’accesso delle imprese. Collaborazione tra Finanziarie regionali, rafforzamento della presenza e del peso in Europa: l’intesa mira a consolidare la capacità delle due Regioni di rappresentare e promuovere gli interessi dei propri sistemi produttivi a livello europeo.
Alla base della collaborazione vi è la convinzione che, in una fase di grandi trasformazioni economiche e geopolitiche, fare sistema tra territori rappresenti una leva decisiva per lo sviluppo. Lombardia e Veneto vogliono dunque rimettere al centro il ruolo delle Regioni come protagoniste delle politiche di crescita e innovazione.
Il patto tra Regione Lombardia e Regione Veneto secondo la Regione Veneto rappresenta “un passo concreto verso una nuova stagione di collaborazione interregionale, fondata su una visione comune di sviluppo economico, innovazione e centralità dei territori”.
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