25 aprile, l’orazione di Pennacchi infiamma Piazza dei Signori. Possamai: “Festa di popolo”

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Ha raccontato una storia, come si conviene a un attore. Andrea Pennacchi, invitato dall’amministrazione comunale di Vicenza, ha tenuto in piazza dei Signori l’orazione ufficiale del 25 aprile davanti a oltre 5 mila cittadini. Il racconto di una storia vera, quella del suo papà partigiano, nome di battaglia Bepi, internato in campo di concentramento, e di Icio, compagno delle elementari, repubblichino.

Una storia che si conclude molti anni dopo la Liberazione, quando Bepi ritrova Icio al bar del paese, ubriaco e disilluso, e mentre lo aiuta a tornare a casa gli dice: “Non ne voglio sapere di vendetta, mi sta bene l’amnistia Togliatti. Diciamo che siamo pari e patta – diciamo – ma date certe circostanze Icio, e se certe circostanze dovessero ritornare, Icio te o digo, io non ho nessun problema a spararte de novo. Perché se tornate voi, torniamo anche noi”. Parole a cui la piazza gremita ha risposto con uno dei numerosi applausi con cui ha accolto un intervento denso di memoria, di riferimenti alla Vicenza partigiana, a Toni Giuriolo e ai Piccoli Maestri di Gigi Meneghello.

Alla cerimonia hanno preso parte anche la consigliera comunale Luisa Consolaro, il presidente dell’Associazione nazionale ex deportati di Vicenza, Giorgio Dalle Molle e il Prefetto di Vicenza, Filippo Romano. Ha quindi preso la parola il sindaco Giacomo Possamai che ha ringraziato Pennacchi per aver accettato di portare la sua testimonianza di figlio e nipote di partigiani ieri agli studenti di Vicenza e oggi anche in piazza, a tutta la cittadinanza, “perché – ha detto il primo cittadino – il 25 aprile non è una commemorazione, ma è una festa di popolo. È la festa di una comunità che si riconosce nei valori della libertà, della democrazia, dell’antifascismo, della dignità della persona. Valori che non appartengono a una parte, ma che costituiscono il fondamento stesso della nostra convivenza civile”.

Il sindaco ha ricordato come “chi decise di andare sulle montagne, di combattere, di sacrificarsi, fece una scelta eroica che va riconosciuta, una scelta che oggi ci ammonisce”. Possamai ha quindi fatto riferimento al ruolo della cultura in questa epoca complessa, citando il progetto “Ispirazione Europa”, tre grandi mostre dedicate ai rapporti tra i Paesi del nostro continente: Italia – Germania, Italia – Francia e Italia – Spagna in Basilica Palladiana. “Una comune coscienza europea che è una diplomazia silenziosa, ma potentissima, capace di costruire ponti e dare all’Unione Europea il ruolo che merita: attore di Pace nel mondo”.

Infine, il primo cittadino ha ricordato gli ormai imminenti festeggiamenti del prossimo 2 giugno per gli 80 anni della Repubblica e del voto alle donne: “Da oggi, 25 aprile, a quel giorno, vogliamo idealmente costruire un ponte: un filo che unisce la Liberazione alla nascita della Repubblica; la fine della dittatura alla scelta libera di un popolo finalmente libero. Due date, un’unica storia. Un unico cammino di libertà. Viva la Resistenza, viva il 25 aprile, viva l’Italia libera e democratica”.

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