25 aprile, Variati: “La Resistenza ha fondato la Repubblica”

A Vicenza il 73° anniversario della Liberazione è iniziato stamane con la Santa Messa in suffragio dei Caduti alle 10 nel Tempio di San Lorenzo, quindi c’è stato il trasferimento in corteo in piazza dei Signori dove, a partire dalle 11.15, si sono succeduti l’ingresso delle autorità e dei labari delle associazioni combattentistiche e d’arma, e del gonfalone della Provincia di Vicenza, gli onori alla bandiera della Città di Vicenza decorata di due medaglie d’oro al valore militare, l’alzabandiera, la lettura delle motivazioni delle medaglie d’oro concesse al corpo Volontari della Libertà e alla Bandiera di Vicenza, gli onori ai Caduti e la deposizione delle corone. L’alfiere delegato a portare la bandiera della Città decorata di due medaglie d’oro al valore militare è stato il presidente del consiglio comunale Federico Formisano. Sono seguiti il saluto del sindaco e presidente della Provincia di Vicenza Achille Variati e l’orazione ufficiale di Francesco Binotto, presidente dell’associazione Volontari della Libertà.

L’ultimo 25 aprile di Achille Variati da sindaco: il suo saluto

Carissimi concittadine e concittadini,

penso di interpretare il pensiero di tutti voi rivolgendo anzitutto, in questi momenti un po’ difficili, un sincero augurio al Presidente emerito Giorgio Napolitano, combattente per la Libertà e servitore della Democrazia. Forza Presidente! Saluto il Signor Prefetto, le Autorità Religiose, Militari, le Autorità civili, Parlamentari, Amministratori Regionali, Consiglieri Provinciali, Presidente del Consiglio Comunale, il Vicesindaco, Assessori e Consiglieri Comunali, che con me condividono l’impegno amministrativo a Vicenza, nella sua fase conclusiva ma non per questo meno importante. Un saluto affettuoso alle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, all’Associazione Internati nei Campi di Concentramento, all’Associazione delle Vittime Civili di Guerra, ai Sindacati, all’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, all’Associazione Volontari della Libertà il cui   Presidente Francesco Binotto terrà quest’anno l’orazione ufficiale. Caro Presidente Binotto consentimi di ricordare un uomo dei Volontari della Libertà per me maestro: Giulio Vescovi.

Un caloroso saluto a tutte le concittadine ed  i concittadini, in particolari i più giovani, in piazza oggi nel 73 esimo anniversario della Liberazione dalla dittatura nazifascista. Ed anche quest’anno, orgogliosamente, difendiamo il significato profondo di questa data. Dieci anni da Sindaco di Vicenza e, salvo due volte per gravi impegni istituzionali e famigliari, sempre presente su questo palco, come spero vorrà fare il mio successore. Saluto i candidati alle prossime elezioni amministrative che, significativamente, hanno voluto essere presenti oggi a questa cerimonia. Auguro a tutti una campagna elettorale solida e rispettosa.

Questa Festa nazionale è Festa fondativa della Repubblica. Sbaglia chi la vorrebbe relegare a ricordo di una parte o peggio di una parte contro un’altra parte. La liberazione dal regime totalitario, che aveva negato le libertà e calpestato i diritti fondamentali dell’uomo macchiandosi di crimini contro l’umanità,  fu riscatto per le libertà. Non possono essere condivise tesi negazioniste che non si fondano sulla storia sofferta di quegli anni e di quelle generazioni.

Quindi da questo palco in Piazza dei Signori, a Vicenza, città decorata con due medaglie d’oro al valore militare, per l’eroismo mostrato durante il risorgimento e per i sacrifici patiti durante la resistenza e la guerra, ribadiamo con forza il valore della resistenza e della lotta partigiana come momento fondativo dal basso della democrazia del nostro Paese, come momento fondativo della carta costituzionale.

Quando Antonio Giuriolo, il capitano Toni, che sono andato a ricordare a Lizzano in Belvedere assieme agli amici di Anpi poco tempo fa, salì  in montagna con altri giovani e i “Piccoli Maestri” per ribellarsi al giogo nazifascista lo fece prima di tutto per affermare il valore della libertà, l’importanza della democrazia. Era giunto il momento in cui gli uomini liberi salirono in montagna  e combatterono armi in pugno  per la libertà.

E ripetiamole le parole che il Presidente Ciampi usò nel conferire a Capitan Toni la medaglia d’oro al valor militare: « Egli era diventato un uomo che credeva nella religione della libertà. E fu questo che permise a lui di fare quella scelta. Ma quella scelta, ripeto, si consumò contemporaneamente nell’animo della maggior parte degli italiani; e da questa rivolta morale nasce la Resistenza. » (Carlo Azeglio Ciampi – 14 ottobre 2001)

La religione della libertà! Solo nella nostra provincia ci furono 2607 caduti in combattimento oppure fucilati od impiccati fra le forze della resistenza, 1504 deportati e internati nei campi di sterminio. Nella sola città di Vicenza 144 partigiani caduti, di cui 64 decorati al valor militare. Siamo qui anche per onorare la loro memoria e il loro sacrificio. E per salutare con un applauso i partigiani ancora vivi, testimoni di quei tempi. Siamo qui per dire a chi evoca con parole, simboli e azioni quel tempo sbagliato che non lo consentiremo, che lo impediremo, che difenderemo la libertà.

In questo senso va letto il recente regolamento sull’occupazione di suolo pubblico che impone la sottoscrizione della dichiarazione nella quale ci si riconosce nei principi fondamentali della Costituzione italiana e dello Statuto comunale e si ripudia il fascismo la cui riorganizzazione è vietata sotto qualsiasi forma dell’ordinamento giuridico. Sembra scontato, sembra un di più, sembra inutile ma non lo è. E finché qualcuno dichiara di non voler sottoscrivere ciò, vuol dire che il problema c’è. Punto. 

La libertà significa responsabilità. Fu infatti la responsabilità delle donne e degli uomini, soldati o giovani o giovanissimi, che seppero dire no al regime, alla paura, al conformismo pavido dei più. Donne e uomini normali ma  fieri, come lo sono tanti ragazzi di oggi, che trovarono nel loro cuore la forza di alzare la testa. Sono passati tanti anni, nuove generazioni crescono senza avere né il ricordo vissuto di quegli anni, né il ricordo raccontato. Quindi tutto superato? Tutto a posto? Purtroppo no.

Oggi la libertà e la democrazia sono aggredite in modo diverso, più subdolo, con nuove invisibili catene che tentano di legarci, forse riuscendovi. Ad esempio le tecnologie digitali faranno l’uomo più libero, perché capace di accedere ad ogni informazione anche da posti remoti? o questo enorme flusso di informazioni appiattisce tutto e ci rende incapaci di distinguere il vero dal falso?

In questo mio ultimo discorso da Sindaco nella piazza del 25 aprile mi voglio spingere più in là. E mi chiedo e vi chiedo: se parlassimo oggi di liberazione dell’uomo da ciò che lo opprime, di cosa dovremo parlare? Purtroppo di tante cose… Di bambini ancora sfruttati, abusati, in schiavitù da un lavoro ingiusto per loro, di donne sfruttate, di popoli strumentalizzati ed emarginati. Mi potreste dire: cose lontane che non appartengono alla nostra comunità. Ma purtroppo dovremo parlare anche di guerra. Per parlare di cose recenti e che toccano certo noi e le nostre coscienze: la notte di bombardamenti in Siria, perché? A mio avviso è stato come accendere un fuoco in una polveriera. E’ irresponsabile verso il mondo! Non è generico pacifismo!

Dagli uomini potenti che siedono nella più alta responsabilità soprattutto in paesi democratici come gli Stati Uniti, la Francia e la Gran Bretagna, ci si aspetta responsabilità. Hermann Hesse scrisse: “La guerra esisterà ancora a lungo, conoscendo gli uomini probabilmente per sempre. Tuttavia il superamento della guerra, oggi come ieri continuerà ad essere la più nobile delle nostre mete”. Non c’è mai stata una guerra buona o una pace cattiva. In questa festa di Liberazione non possiamo non elevare da questa Piazza il netto dissenso da queste azioni. Dobbiamo farci sentire e far sentire il nostro dissenso.

Con la violenza e con le armi non si risolvono complessi conflitti, ma si finisce per creare ingiustizie, povertà e disgrazie sui conflitti esistenti, sulle povertà esistenti, sulle disgrazie esistenti. Non si risolve nulla ma si peggiora. Già molte sono le prove che abbiamo avuto per analoghi errori in questi ultimi anni: interventi sbagliati dell’Europa sul disgraziato continente africano. Le migliaia e migliaia di richiedenti asilo, una migrazione che sa di esodo biblico, è anche frutto di errori storici e recenti della nostra Europa. L’Italia non si presti né direttamente né indirettamente ad azioni sbagliate.

Le nostre Forze Armate, a cui dobbiamo molto, nel mondo aiutino, incoraggino, controllino, medino, insegnino,  ma non combattano. Il riscatto ai totalitarismi ed alle negazioni delle libertà deve partire dal basso, dal popolo e non da chi pretende di insegnare la libertà con  la forza. Difendere il valore della libertà significa difendere la pace. Viva la Resistenza. Viva la Liberazione. Viva Vicenza democratica.

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