750 chili di eroina e cocaina dall’Olanda all’Italia: indagato anche un vicentino

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C’è anche un vicentino fra le persone coinvolte in una complessa operazione di contrasto al traffico internazionale di droga coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura della Repubblica di Trieste e messa in campo dalla polizia attraverso le squadre mobili di Trieste e Udine con il Servizio centrale operativo della Direzione centrale Anticrimine della polizia e con la Direzione centrale per i Servizi antidroga.

Il sodalizio criminale era dedito al narcotraffico internazionale di cocaina ed eroina. La droga viaggiava dall’Olanda in Italia su furgoni che avevano l’insegna “Eat Enjoy”, nascosta insieme a prodotti alimentari della tradizione italiana. Da qui il nome dell’operazione.

Numerosi gli arresti, sia in carcere che ai domiciliari, in cinque regioni (Friuli Venezia Giulia, Veneto, Toscana, Umbria e Liguria) e in Olanda. Arresti e perquisizioni sono scattati all’alba e sono ancora in corso a Milano, Brescia e Piacenza. Le persone coinvolte nell’operazione “Eat enjoy” sono indagate, a vario titolo, per associazione, importazione, trasporto e detenzione a fini di spaccio.

L’indagine ha portato all’arresto di 26 persone, sia in carcere che ai domiciliari. Tra questi alcuni si trovano all’estero; uno dei capi dell’organizzazione è stato arrestato in Olanda. Sono accusati di associazione per delinquere e detenzione ai fini di spaccio di cocaina e eroina. I corrieri di droga, entrambi italiani, un 40enne di origini campane ed un 62enne friulano, rispettivamente residenti nelle province di Trieste e di Udine, facevano capo ad un’organizzazione albanese la cui sede di smercio era Rotterdam. L’Associazione aveva cellule sparse in vari centri italiani.

Lo stupefacente, introdotto in territorio nazionale, occultato in vetture attrezzate con doppi fondi, veniva poi consegnato a seconda delle necessità di mercato ai vari referenti territoriali che si occupavano dello spaccio. Le indagini sono partite dopo le dichiarazioni rese nel gennaio 2018 dal corriere di origini campane, preoccupato dalle minacce ricevute dall’organizzazione criminale. I capi del gruppo lo accusavano infatti di essersi appropriato di un carico di 14 chili di cocaina, azione, a detta del denunciante, mai compiuta. Dopo aver subito brutali maltrattamenti, l’uomo era andato in questura per denunciare sia l’episodio di cui era stato vittima a Rotterdam che la propria attività criminale quale corriere di cocaina e eroina.

L’uomo inoltre si è accusato d’avere introdotto in Italia, per conto dell’organizzazione albanese, circa 750 chili tra cocaina ed eroina a fronte di considerevoli somme di denaro spostate in Olanda quali provento della vendita dello stupefacente. Da qui i poliziotti, a riscontro di quanto detto dal 40enne, hanno scoperto tutta l’attività illecita dell’organizzazione e i viaggi effettuati dai corrieri dall’Italia all’Olanda. Dall’aprile al luglio del 2018 i corrieri hanno portato in Italia circa 32 chili di cocaina, a fronte di 500 mila euro consegnata ai vertici dell’organizzazione.

Via via i poliziotti hanno identificato i diversi destinatari delle consegne effettuate a Foligno (Perugia), Perugia, Marina di Grosseto, Toirano (Savona), Genova, nelle provincie di Vicenza e Treviso, nonché ad Arma di Taggia (Imperia). Proprio in questa ultima città, nel luglio 2018, sono stati sequestrati circa 5 chili di cocaina purissima destinata al mercato locale. Gli arresti sono stati eseguiti con la collaborazione del Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia nonché delle Squadre mobili di Gorizia, Perugia, Genova, Imperia, Grosseto, Pordenone, Savona, Lucca, Vicenza, Treviso, Milano, Brescia e Piacenza.