Clandestini nascosti nel treno merci. La disperazione nel video dei soccorritori

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Un frame dell'intervento di soccorso dei vigili del fuoco in stazione

Alle lunga avrebbero rischiato di morire soffocati i nove migranti scoperti nella serata di ieri all’interno di un vagone, stipati come sardine, sulla linea ferroviaria. A salvarli alcuni viaggiatori in attesa a fianco dei binari, in stazione ad Altavilla Vicentina, poco dopo le 21. Gli stessi avevano udito dei colpi sulle pareti del convoglio ferroviario, e anche dei lamenti: richieste di aiuto alle quali hanno risposto vigili del fuoco, personale sanitario del Suem e le volanti della Questura incaricate del controllo sull’immigrazione. Uno scenario drammatico quello che si è presentato di fronte ai soccorritori, attivatisi per estrarre nove persone che viaggiavano da ore in condizioni disumane, in un viaggio disperato di speranza che poteva invece tramutarsi in tragedia.

Il treno composto da una trentina di vagoni trasportava mangime per animali, partito dalla Serbia e diretto in Piemonte, a Cuneo. Probabilmente una tappa di avvicinamento per valicare il confine transalpino, nelle intenzioni di chi ha organizzato l’itinerario clandestino. Se il tragitto fosse proseguito verso la destinazione, i nove stranieri avrebbero rischiato la vita viste le condizioni igieniche precarie in cui viaggiavano e la carenza di ossigeno, tanto da costringere il gruppetto – sarebbero tutti giovani sotto i trent’anni – a chiedere aiuto vanificando il progetto di viaggio in clandestinità lungo il Nord Italia.

Sono bastate le prime cure del Suem 118, sul posto, per scongiurare i sintomi di soffocamento, rifocillare e consegnare alle autorità il gruppo di clandestini, senza la necessità di ricoveri d’urgenza in ospedale.

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