Gli ex grillini, delusi dopo lo stop alle elezioni comunali, scelgono Pizzarotti

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Federico Pizzarotti a sinistra e Damiano Fusaro a destra. Al centro il giornalista Tiziano Bullato, che ha moderato l'incontro alla manifestazione Fornaci Rosse di Vicenza (foto Facebook Italia in Comune Veneto)

Dal Movimento 5 Stelle ad Italia in Comune. I delusi da Beppe Grillo e da Luigi di Maio, anche a Vicenza hanno “trovato casa” da Federico Pizzarotti, primo sindaco di un capoluogo di M5S che, in seguito a contrasti e diverse visioni rispetto a quelle dei vertici del Movimento, ha cambiato strada e fondato un nuovo organismo politico: Italia in Comune.

Il partito ha trovato di  recente un appoggio a Vicenza, con a capo della sezione Daniele Ferrarin. L’ex consigliere comunale di Vicenza ha lasciato il Movimento 5 Stelle dopo che i vertici pentastellati non hanno autorizzato la candidatura di una lista targata M5S alle elezioni comunali nel capoluogo dello scorso giugno, con candidato sindaco Francesco Di Bartolo.

La prima uscita della sezione vicentina di Italia in Comune è stata ieri sera, di fatto, al festival politico (di sinistra) Fornaci Rosse, che si tiene in questi giorni al parco Fornaci. In uno dei dibattiti della manifestazione è intervenuto Pizzarotti assieme al referente veneto di Italia in Comune, Damiano Fusaro.

“Dopo la convention di Roma del 3 dicembre scorso Italia in Comune è diventato un partito. L’obiettivo degli oltre duecento sindaci che hanno aderito al progetto, è quello di “portare l’esperienza e l’approccio concreto degli enti locali nel panorama nazionale.
Un partito quindi che nasce dai territori e punta a mettere al centro le persone e le comunità – spiegano Ferrarin e Di Bartolo -. I principi ispiratori di Italia in Comune sono quelli della Costituzione repubblicana e della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea. Il nuovo partito si propone come forza aperta al cambiamento e che promuove l’attivismo e la partecipazione di tutte le forze sociali e individuali, al di là delle ideologie che muovono i vecchi apparati partitici tradizionali. In campo economico e sociale il nuovo partito pone al centro lo sviluppo e la sostenibilità”.

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