Dipendenti furbetti in Camera di commercio: al mare invece che con i parenti disabili

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Carabinieri carabinieri del nucleo ispettorato del lavoro di Vicenza

Avevano chiesto di poter usufruire della legge 104 per poter assistere dei parenti con disabilità. Ma, secondo quanto hanno riscontrato dai carabinieri del nucleo dell’ispettorato del lavoro, a prendersi cure dei familiari bisognosi non erano loro. Quelle ore pagate regolarmente erano utilizzate per tutt’altro scopo rispetto a quello previsto dalla norma: trascorse tra mare, aperitivi al bar, centri commerciali e anche sale slot. Per questo  motivo due dipendenti della Camera di commercio di Vicenza sono finiti nei guai. Uno avrebbe indebitamente percepito quasi 10.500 euro e l’altro oltre 8.100 godendo dei tre permessi mensili previsti dalla normativa. I due ora sono stati denunciati denunciati per truffa ai danni dello Stato e dell’Inps.

La complessa e articolata indagine condotta dai carabinieri del nucleo ispettorato del lavoro di Vicenza è durata circa sei mesi, durante i quali gli uomini dell’Arma hanno pedinato le persone sospettate di approfittare della legge per fare attività che nulla centravano con l’accudimento dei disabili. In realtà, i due dipendenti (G. L. e C. M. sono le loro iniziali) hanno dei familiari con problemi per cui è possibile ottenere i permessi lavorativi previsti dalla legge 104, ma uno faceva seguire la persona bisognosa da una badante e il secondo invece aveva demandato il compito ad altri familiari. Ogni tanto facevano delle visite di cortesia, che duravano molto poco rispetto a tutte le ore di permesso che avevano accumulato. Dai calcoli effettuati, un dipendente ha avuto 72 giorni di permesso retribuito, pari a 10.447,74  euro, e altro 55 giorni, equivalenti a 8131,20 euro.

L’indagine, coordinata dal pubblico ministero Barbara De Munari, è scaturita in seguito alla segnalazione della Camera di commercio, che nel corso di controlli interni aveva riscontrato delle anomalie nelle modalità di utilizzo dei permessi da parte di diversi dipendenti, rivolgendosi al nucleo dei carabinieri dell’ispettorato del Lavoro di Vicenza per le verifiche del caso, fornendo la massima collaborazione durante la complessa attività investigativa.

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