Punto nascite, confronto tra il sindaco Acerbi e il ministro Grillo a Roma

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I protagonisti dell'incontro al ministero della Salute sui punti nascita a rischio chiusura in Veneto

Il Movimento 5 Stelle del Veneto ha accompagnato i sindaci di Valdagno, Adria, Piove di Sacco e Trecenta al ministero della Sanità per un confronto sui punti nascita ospedalieri. Si spera di scongiurarne la chiusura.

Nei giorni scorsi dal livello ministeriale è stato comunicato alla Regione Veneto, che a sua volta ha dovuto dare indicazioni alle rispettive Ulss, circa lo “stop” definitivo ai punti nascite degli ospedali di Valdagno, Adria, Trecenta e Piove di Sacco. Il braccio di ferro in realtà vige da anni: le strutture non vengono considerate sufficientemente sicure per le partorienti perché ospitano meno di 500 parti all’anno, e allo stesso tempo dal livello ministeriale non si ritiene che dal punto di vista territoriale e “orografico” quelle aree siano sufficientemente isolate, tanto da imporre comunque la presenza del punto nascite. Asiago, invece, è stato mantenuto.

Giancarlo Acerbi (Valdagno), Omar Barbierato (Adria), Davide Gianella (Piove di Sacco) e il vicesindaco di Trecenta Matteo Tegazzini assieme al consigliere regionale “grillino” Jacopo Berti e al deputato Giovanni Endrizzi (M5S) della commissione Igiene e Sanità di Palazzo Madama stamattina hanno incontrato il ministro della Salute Giulia Grillo e il sottosegretario Maurizio Fugatti. Si è aperto un tavolo di confronto per mettere in campo un percorso atto a garantire la salute delle mamme venete e delle famiglie mantenendo alta la qualità dei servizi sanitari sul territorio. I primi cittadini hanno spiegato le criticità delle zone su cui insistono i punti nascita evidenziando anche l’alta qualità dei presidi. Acerbi in particolare ha evidenziato che il territorio dell’Alta Valle Agno è a tutti gli effetti un territorio di montagna e che come tale ha bisogno di mantenere il punto nascita viste le criticità delle viabilità, l’aumento dei parti e l’alto standard qualitativo mantenuto.

Il sottosegretario Fugatti, commentano Endrizzi e Berti, “ci ha comunicato che sono in corso delle valutazioni sulle richieste di deroga che sono state avanzate. Ha espresso grande disponibilità e apertura sulle istanze portate avanti dai sindaci anche in base al calo demografico. Continueremo il nostro lavoro accanto ai sindaci – spiegano Berti ed Endrizzi – Questi punti nascita sono fondamentali per dare un punto di riferimento alle giovani coppie e alle famiglie venete, così si potrà aiutare la ripresa demografica”.

Anche il presidente del Veneto Luca Zaia ha incontrato, in mattinata a Roma, il ministro Grillo, proprio per parlare dei punti nascite. In precedenza, Zaia aveva inviato al ministro una lettera, sottolineando che “appare evidente la necessità di garantire la specificità di questi territori, per i quali risulterebbe penalizzante l’assenza di un servizio essenziale di assistenza come il punto nascita”. Zaia illustra nella lettera anche le scelte organizzative e programmatorie della Regione, “che hanno consentito di garantire elevati livelli di sicurezza per i punti nascita di classe seconda, alla quale appartengono le strutture in questione”, e illustra punto per punto il modello assistenziale della rete del percorso nascita attiva in Veneto. “Considerata questa articolazione – conclude la lettera di Zaia alla Grillo – nonché gli standard di sicurezza garantiti anche per i punti nascita con meno di 500 parti, in condizioni orografiche difficili, si chiede che venga mantenuta l’apertura dei punti nascita di Adria, Piove di Sacco e Valdagno, con revisione del parere del Comitato Nazionale Punti Nascita”.

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