Pride, migliaia in corteo. La città “arcobaleno” rivendica diritti: “Ci siamo anche noi”

La musica si sente già da lontano, le bandiere arcobaleno riempiono il Parco Fornaci e il corteo è pronto a muoversi. Il Vicenza Pride 2026 è entrato nel vivo: migliaia di persone stanno partecipando alla sesta edizione della manifestazione che attraversa la città tra festa e rivendicazione politica.

Il ritrovo è iniziato nel pomeriggio, e alle 17.30 il corteo ha preso il via, scorrendo lungo i quartieri di Mercato Nuovo, Cattane e San Bertilla, in un percorso che riporta poi i partecipanti al punto di partenza. Una presenza ampia ma ordinata – intorno alle tremila persone secondo le prime stime degli organizzatori – che conferma una crescita costante dell’appuntamento vicentino. Ma più dei numeri, è il clima che colpisce: colorato, partecipato, ma anche consapevole. Il Pride, anche quest’anno, non si presenta come una semplice parata. È, nelle parole di chi lo organizza, una “pratica politica nello spazio pubblico”. Un modo per affermare visibilità, diritti, riconoscimento.
“La città è nostra. Dei nostri corpi e delle nostre identità che la attraversano e la vivono” si legge nel manifesto della giornata. Una frase che sintetizza il senso della manifestazione: rivendicare il diritto di esistere senza paura, senza stigma, senza marginalizzazione. Il corteo attraversa vie centrali e popolari – via Farini, viale del Mercato Nuovo, viale Crispi, fino a via Legione Antonini – trasformando per alcune ore il tessuto urbano in uno spazio condiviso, dove identità diverse trovano visibilità e voce.
Il Pride vicentino si inserisce nel calendario nazionale delle manifestazioni di giugno, mese simbolo per la comunità LGBTQIA+, con eventi in tutta Italia. Anche qui, come altrove, si intrecciano dimensioni diverse: festa, certo, ma anche richiesta di diritti, attenzione alle disuguaglianze, risposta a un clima che in molti percepiscono ancora segnato da resistenze culturali. Nel parco, intanto, la giornata proseguirà fino a sera con gli interventi finali, musica e momenti di socialità. Ma il senso del Pride, anche oggi, sta tutto in quel passaggio lungo le strade: occupare lo spazio, attraversarlo, renderlo visibile. Perché, almeno per un giorno, Vicenza cambia volto. E si lascia attraversare.

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