Prima campanella di scuola per quasi 113 mila studenti (e alunni) vicentini

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"Buon inizio", in classe la carica di alunni dalla scuola dell'infanzia agli istituti superiori

Arrivederci vacanze, si torna sui banchi di scuola da stamattina. Saranno poco meno di 113 mila gli studenti vicentini degli istituti primari e secondari torneranno sui banchi in queste ore, in una data – l’11 settembre – che alla valenza storico politica per gli attentati del 2001 si è vista associare per alunni e scolari anche quella simbolica della fine anticipata dell’estate. Insieme a loro tornano in cattedra anche gli insegnanti, maestri e professori, il personale di servizio e di segreteria, questi ultimi in realtà già attivi da giorni per accogliere bimbi, ragazzi e adolescenti al ritorno in classe. Tra gli effetti del calo di natalità e dell’abbandono scolastico si registra un segno meno in termini di iscrizioni rispetto a un anno fa: quasi 1.500 nella sola provincia di Vicenza, oltre 6 mila in Veneto.

All’avvio dell’anno scolastico 2019/2020, puntuale come ogni inizio settembre, si ripresenta il caos nell’assegnazione dei posti di supplenti tra i docenti in graduatoria, con inevitabili ripercussioni sulla didattica. Cattedre vacanti, nomine in lista d’attesa e alunni con disabilità o con difficoltà d’apprendimento certificate in attesa dell’insegnante di sostegno. Questi i nodi da sciogliere con urgenza nei primi giorni di scuola, come ormai da prassi. Mentre per tanti bambini e bambine di prima elementare – e per i loro genitori – scocca il giorno dell’emozione dell primo giorno di vera e propria scuola.

I numeri nel dettaglio raccontano di 112.723 studenti attesi oggi nelle aule (114.141 un anno fa), 1.418 in meno rispetto al 2018 confermando un trend negativo assodato. Nel dato pesa la riduzione progressiva di iscrizione alla scuola primaria, le ex elementari, frutto del calo demografico generazionale patito nei primi anni 2000 e non più compensato dalle famiglie immigrate. Il crollo della natalità si fa sentire, quindi, anche se i dati dimostrano come l’abbandono scolastico precoce sia in diminuzione, visto il segno “più” – l’unico – degli istituti superiori. Per le scuole dell’infanzia diminuzione moderata: 8042 gli “scolaretti”, 343 il passivo tra i bimbi accompagnati dai genitori alle materne. Sono 38.019 gli scritti nel quinquennio di primo grado, oltre 1.200 in meno rispetto al 2018. Sono 25.583 ragazzi e ragazze oggi sui banchi delle “medie”; con una contrazione lieve di 205 unità. In aumento, come accennato, i soli studenti delle superiori, la fetta più consistente del plotone scolastico: 41.139, con un +352 nel raffronto con il dato precedente.

Cifre che vanno al passo con i tempi, con la scuola dell’obbligo che allarga la gittata alle scuole superiori divenute tappa imprescindibile per l’entrata nel mondo del lavoro. E numeri che si ripercuotono inevitabilmente sulle cattedre (124 in meno come dato complessivo in provincia) e posti di lavoro da assegnare ai docenti, alcuni dei quali navigheranno nel precariato vista la flessione confermata nel parco iscrizioni. Numeri, infine, che rimangono perfettamente in linea con i dati su scala regionale: 6.075 studenti e 625 cattedre in meno in Veneto come sommatoria delle sette province.