Bess al Tugurio, il caso approda in Regione: 2500 firme per spostare l’impianto

Oltre 2500 firme raccolte, una petizione consegnata in Regione e un’audizione che porta il caso fuori dai confini comunali. La contestazione contro il progetto BESS previsto al Tugurio entra in una nuova fase e approda ufficialmente sul tavolo della politica veneta. Davanti alle Commissioni Seconda e Terza del Consiglio regionale, in questi giorni, il gruppo consiliare Nuova Sandrigo e il Comitato cittadino hanno chiesto che venga valutata una localizzazione alternativa per l’impianto, raccogliendo, a loro dire, attenzione e disponibilità da parte dei consiglieri presenti, al di là degli schieramenti.
La vicenda ruota attorno a un sistema di accumulo energetico di grandi dimensioni, un Battery Energy Storage System destinato a immagazzinare energia elettrica per restituirla alla rete nei momenti di maggiore richiesta. Il progetto autorizzato per Sandrigo prevede una potenza di circa 72 megawatt e una capacità di accumulo di 290 megawattora, con decine di container contenenti batterie collocati su un’area agricola di circa tre ettari e mezzo nella zona del Tugurio. Si tratta di una tecnologia considerata strategica per accompagnare la crescita delle fonti rinnovabili e garantire stabilità alla rete elettrica nazionale. Proprio su quest’ultimo punto, però, i promotori della protesta tengono a sgomberare il campo da equivoci: “Non siamo contrari alla transizione energetica” è il concetto ribadito durante l’audizione. La contestazione riguarda infatti esclusivamente il sito individuato per l’opera, ritenuto incompatibile con le caratteristiche ambientali dell’area.
A rappresentare le istanze del territorio a Venezia sono stati Roberto Ciambetti assieme ai consiglieri di Nuova Sandrigo Lucia Pozzato, Bruno Giometto e Matteo Rizzo, affiancati dai rappresentanti del Comitato cittadino. Nel corso dell’incontro è stato ripercorso l’intero iter degli ultimi mesi, dalla comparsa del progetto alla crescita della mobilitazione popolare che oggi ha superato quota 2500 adesioni. Tra i temi maggiormente approfonditi emerge la tutela della falda acquifera e del pozzo acquedottistico che alimenta parte del territorio comunale. Un elemento considerato particolarmente delicato alla luce delle nuove fasce di rispetto dei pozzi e dei procedimenti legati ai piani di salvaguardia delle risorse idriche. Secondo i promotori della protesta, eventuali incidenti, incendi o criticità nella gestione delle acque di spegnimento dovrebbero essere valutati con la massima attenzione, soprattutto in un’area considerata strategica per l’approvvigionamento idropotabile.
Nel confronto con i consiglieri regionali sono state inoltre sollevate questioni legate all’impatto acustico, alla vicinanza delle abitazioni, alla gestione delle acque meteoriche e alle garanzie previste per l’intero ciclo di vita dell’impianto. Un capitolo specifico ha riguardato anche la composizione delle società coinvolte nel progetto e le coperture economiche necessarie a garantire manutenzione, eventuali ripristini ambientali e futura dismissione dell’infrastruttura. Particolare apprezzamento è stato espresso dai promotori per l’attenzione dimostrata dal presidente della commissione Roberto Marcato, che avrebbe manifestato la volontà di approfondire ulteriormente il dossier. Dall’audizione non sono scaturite decisioni operative immediate, ma il fronte contrario all’attuale localizzazione considera già significativo il fatto che il problema sia stato posto all’attenzione della Regione.
La partita, dunque, resta aperta. Da una parte un’infrastruttura considerata strategica per il nuovo sistema energetico nazionale; dall’altra una mobilitazione civica che chiede di spostarla altrove per tutelare acqua, suolo agricolo e residenti. Con oltre 2500 firme raccolte, il messaggio consegnato a Venezia è chiaro: per cittadini e comitato la discussione non riguarda l’utilità del BESS, ma il luogo in cui realizzarlo. E ora l’obiettivo è trasformare l’ascolto ottenuto nelle commissioni regionali in un riesame concreto del sito del Tugurio.
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