Spacciava cocaina da casa mentre era ai domiciliari. Recidiva una pusher 42enne

Ascolta l'audio
...caricamento in corso...
I carabinieri della stazione di Sandrigo sono intervenuti stanotte

Le visite di numerosi “amici”, o forse ora si possono definire a tutti gli effetti come clienti, avevano lasciato intendere che una 42enne di origini romane non avesse perso il vizietto di spacciare droga a tossicodipendenti di ogni età. Il sospetto dei carabinieri della stazione di Sandrigo si è tramutato in certezza stanotte, quando una pattuglia ha arrestato in flagranza di reato M.S., classe 1977, presso un’abitazione di Lupia in via Dindarello dove la donna stava scontando una condanna in regime di arresti domiciliari. Per cosa? Reati connessi allo cessione di sostanze stupefacenti, nel caso d’attualità si tratta di cocaina ed eroina.

I militari sandricensi la scorsa notte stavano effettuando la consueta “ronda” di controllo nel territorio, tenendo d’occhio le residenze dei soggetti sottoposti a misure di custodia attenuata. Dopo aver notato dei movimenti sospetti all’ingresso dell’abitazione che ospita la 42enne, l’avrebbero sorpresa mentre cedeva a un aspirante cocainomane – un vicentino del quale non sono state rese note le generalità – una dose preconfezionata di “neve” pronta per l’uso “fuori stagione”.

Quanto basta per far scattare le manette ai polsi della recidiva spacciatrice, inchiodata poco dopo dalla successiva perquisizione all’interno della casa. Che ha portato al rinvenimento e al sequestro di circa 30 grammi di cocaina, 7 di eroina e 1.500 euro in contanti ritenuti provento dello smercio delle sostanze illegali. Immancabili le bustine di plastica per il confezionamento delle dosi e un paio di bilancini di precisioni a suffragio degli altri indizi di colpevolezza. In virtù dell’arresto in flagranza, la donna ha perso temporaneamente la concessione degli arresti domiciliari ed è stata trasferita in cella nel carcere femminile di Montorio Veronese.

I giudici, vista l’evidente reiterazione del reato, potrebbero però decidere di revocare definitivamente la misura attenuata di detenzione dopo il rito direttissimo che sarà celebrato a breve.