Ulss 8 nella tempesta: l’opposizione chiede la svolta, il centro destra tace

Una sanità un tempo considerata d’eccellenza che rischia di sgretolarsi sotto il peso di tensioni interne tra direttore generale e primari e soprattutto per i diktat imposti dalla politica con silenzi, dalla stanza dei bottoni a Venezia, che pesano e fanno capire quale sia la Lega che comanda davvero. Come se non bastasse il fatto che le Ulss, un tempo fornitrici di servizi sanitari, dal 1992 si sono ufficialmente trasformate in aziende, governate da logiche di bilancio e guidate da manager che devono in primis far quadrare i conti, a Vicenza succede ben altro.
La tempesta che in questi giorni sta travolgendo l’Ulss 8 Berica è il ritratto doloroso di una deriva che sta travolgendo la sanità in Veneto e quell’azienda sanitaria locale che solo due anni fa Agenas incoronava come prima in Italia per performance e sostenibilità, oggi è paralizzata da un clima tesissimo e continui scontri frontali tra il direttore generale Peter Assembergs e i medici.
Il primo allarme era stato lanciato da alcuni primari, che con una lettera anonima avevano denunciato un’aria irrespirabile a causa di tensioni e vessazioni da parte di Assembergs. Un direttore generale che, alla luce di quanto sta accadendo in queste ore, appare come intoccabile. Già dal suo insediamento in effetti si vociferava che la sua nomina fosse stata imposta da Matteo Salvini, segretario della Lega, che avrebbe imposto Assembergs giusto la sera prima delle nomine dei DG da parte del giovane presidente del Veneto Alberto Stefani, che in lega è considerato apertamente “uomo di Salvini”.

A scatenare i provvedimenti del DG, che aveva minacciato il licenziamento o il demansionamento di primari stimati, era stata la regione Veneto, che aveva contestato alla Ulss 8 liste di attesa fuori controllo e un buco di bilancio passato da 43 a 50 milioni di euro.
Numeri che sono stati spiegati in Commissione Sanità a Venezia questa mattina (24 giugno). Il direttore generale dell’Area Sanità della Regione, Giancarlo Ruscitti, ha spiegato che il disavanzo dell’Ulss 8 non è colpa della gestione, ma un fattore strutturale noto, legato a precisi accordi triennali con la base americana e, soprattutto, all’utilizzo delle costosissime e innovative terapie oncologiche Car-T, per le quali Vicenza è stata designata come ospedale di riferimento regionale. Una precisazione che rende, agli occhi delle opposizioni, ancora più inaccettabile la rimozione della farmacista Anna Radin, destituita dalla direzione perché accusata di aver sforato di 6 milioni di euro il budget per l’acquisto di farmaci anti-tumorali.
Assembergs non si tocca
Nonostante la levata di scudi dei sanitari e le proteste già annunciate dalle forze politiche d’opposizione per sabato 27 giugno davanti all’ospedale San Bortolo, il direttore generale Peter Assembergs resta saldamente al suo posto. L’assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa, ha gelato i primari con una dichiarazione che stride fortemente con il suo: “Di dimissioni del dg non se ne parla, la decisione spetta alla politica”.
Infatti la battaglia vera, quella che poi ricade sulla sanità e sulla salute dei cittadini, è la complessa partita politica tutta interna al centrodestra, dove perfino la Lega è divisa, tra chi sostiene Matteo Salvini e chi auspica che qualcuno prenda il timone di quella che un tempo era considerata la Lega di Luca Zaia.

Opposizioni all’attacco
Ad avere una visione meno offuscata dalle tensioni politiche, più libera e più concentrata sulle esigenza di un’ospedale a cui si riferisce quasi un’intera provincia, sono i consiglieri regionali di Partito Democratico (Pd) e Alleanza Verdi Sinistra (AVS), rispettivamente Chiara Luisetto e Carlo Cunegato.
“Dopo l’audizione in Commissione Sanità dell’assessore Gerosa ci portiamo a casa risposte evasive e una sottovalutazione del problema – ha evidenziato Chiara Luisetto, capogruppo del PD – E’ sbagliata l’idea che con una riunione che si terrà il prossimo venerdì, si possa risolvere la tensione e le criticità che negli ultimi mesi si sono fatte crescenti. Abbiamo chiesto che il prossimo mercoledì si torni in Commissione non solo con gli esiti di quella riunione, ma con risposte chiare e con l’assunzione di responsabilità da parte dell’assessore su scelte che dovranno essere prese per riportare la serenità all’interno di un presidio ospedaliero fondamentale per il territorio vicentino”.
Ancor più duro Carlo Cunegato: “Assembergs deve dimettersi o essere rimosso, il rapporto con i dipendenti si è definitivamente consumato. Nel 2023 a Bergamo aveva ottenuto i voti più bassi della Conferenza dei sindaci e non era stato rinnovato: l’assessore Gerosa deve spiegare in base a quali criteri politici sia stato scelto per Vicenza. Il silenzio della destra di fronte a insulti e minacce ai medici è complice e inaccettabile. Non possiamo permetterci un’emorragia di personale prezioso”.
Mentre i procedimenti disciplinari contro i medici rimangono per ora congelati in vista del decisivo faccia a faccia di venerdì, l’impressione diffusa è che la Regione si senta impotente di fronte alla direzione politica lombarda e stia cercando di prendere tempo sperando che l’estate spenga i riflettori.

“Il Presidente dell’ordine dei medici Valente ha definito il clima “offensivo e umiliante” e ha voluto incontrare l’assessore Gerosa – ha sottolineato Cunegato, che ha citato le parole di Valente – Ci sono arrivate tante segnalazioni sul clima di apprensione, preoccupazione, demotivazione, che si sta vivendo nei nostri ospedali. Qui ci sono medici che vogliono lasciare la sanità pubblica, anticipare la pensione, andare a lavorare da un’altra parte”.
Cunegato, senza mezzi termini, punta il faro sul silenzio di Lega e Fratelli d’Italia in Regione: “Parlando del licenziamento di Assembergs, Gerosa ha detto “Non decido io ma la politica”. Ha parlato come se fosse un passante e non sapesse si essere un assessore. Il consigliere di Fratelli d’Italia Francesco Rucco, che passa le giornate a incontrare i primari, tace. Il Presidente della Regione Alberto Stefani non proferisce parola. Un silenzio inaccettabile. Ogni giorno che passa si perde un pezzo di ospedale”.
Ulss 8, primari contro il Dg: “Minacce e intimidazioni”. Esplode il caso politico
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