Un clochard sventa un furto notturno di fronte alla chiesa di Araceli

Ascolta l'audio
...caricamento in corso...
Uno scorcio della chiesa di Santa Maria in Araceli e il pacheggio antistante dove si è verificato il tentato furto

Storia di un senzatetto che dorme sul sagrato di una chiesa e si improvvisa “sentinella” di pubblica sicurezza. Nella notte tra giovedì e venerdì un clochard ha contribuito in maniera decisiva a sventare un furto all’interno di un auto, dopo aver sentito il rumore di vetri in frantumi a aver chiamato il numero d’emergenza delle forze dell’ordine. L’uomo, che dormiva in un bivacco allestito alla bene e meglio sotto le colonne di Araceli, a due passi da parco Querini, aveva con sè un telefono cellulare, da cui ha allertato la Questura berica.

I poliziotti, giunti appena in tempo, hanno bloccato un vicentino di 47 anni, E.D.A. le sue iniziali. Si tratta di individuo senza fissa dimora volto più che noto alle forze dell’ordine. Nel frattempo aveva arraffato un paio di occhiali da sole di marca dall’automobile parcheggiata nella piazzetta, per poi darsi alla fuga piedi alla vista delle volanti della polizia di Stato. Durata pochi attimi.

Per il fermato, accusato di furto pluriaggravato e danneggiamenti e volto arcinoto ai magistrati, è scattato già nella mattinata di ieri il processo per direttissima. Convalida dell’arresto e misura coercitiva della firma obbligatoria – quotidiana – presso la polizia giudiziaria i provvedimenti decisi dal giudice. Sarà tenuto quindi sotto stretto controllo, ma godrà di relativa libertà di circolazione. Il maldestro ladruncolo, fra l’altro, si era procurato dei tagli alle mani nel tentativo riuscito di sfondare un finestrino posteriore dell’auto presa di mira. Ferite comunque superficiali.

Ai proprietari della vettura danneggiata, una famiglia del centro Italia in visita alla città alle pendici di Monte Berico e che dormiva in una struttura adiacente, è stato restituito il paio di occhiali da sole. Un episodio fastidioso che ha guastato il soggiorno di due coniugi a Vicenza per ammirarne le bellezze architettoniche e artistiche, ma che torneranno a casa anche con il ricordo dell’imperituro nodo irrisolto della microcriminalità che deturpa il capoluogo berico.