Vicenza ritrova la sua Festa dell’Unitá, Cislaghi: “Sarà aperta a tutti”

Dopo più di un decennio, la Festa dell’Unità torna a Vicenza. Non come un semplice appuntamento di partito, ma come un gesto politico che vuole segnare un nuovo corso. Il neo segretario provinciale del Partito Democratico, Luca Cislaghi, eletto a maggio, imprime così la direzione che aveva promesso: riportare il PD fuori dai circuiti autoreferenziali, dentro la città, dentro le relazioni, dentro quella parte di società che negli anni si è allontanata dalla politica fino a smettere di votare.
“Torna un luogo di incontro, di confronto e di comunità. Un luogo dove stare insieme, parlare di futuro, ascoltare idee diverse e condividere il piacere di una serata in compagnia”, afferma Cislaghi, rivendicando una scelta che punta a ricostruire fiducia prima che consenso. Dal 17 al 20 settembre, in Strada Maddalene 51, Vicenza ospiterà quindi una festa che vuole essere un laboratorio aperto e non già un rito di partito. L’iniziativa è una delle prime del nuovo direttivo provinciale, ma coinvolge tutti i 65 circoli del territorio, che da settimane lavorano per restituire alla città un appuntamento che ambisce a diventare stabile. Volontari, iscritti, militanti e nuovi simpatizzanti hanno rimesso mano a una tradizione che sembrava archiviata, con l’obiettivo di trasformarla in un luogo dove la politica possa tornare a essere una pratica condivisa e non un esercizio per addetti ai lavori.
Il programma è in via di definizione, ma porterà a Vicenza esponenti della politica nazionale, regionale e provinciale, insieme a giornalisti, esperti e figure del dibattito pubblico. Ci saranno dibattiti, presentazioni di libri, musica, buon cibo e momenti pensati per tutte le età. Ma il cuore dell’iniziativa è altrove: nella volontà di riportare il confronto fuori dalle stanze dove spesso si decide senza ascoltare: “Lo scopo è portare il dibattito tra la gente, raccogliere idee e suggerimenti utili a fare buona politica per il territorio”, spiega Cislaghi, convinto che la qualità delle scelte dipenda dalla capacità di intercettare bisogni reali e non percezioni astratte.
Il ritorno della Festa dell’Unità è dunque un segnale politico, ma anche culturale. Vicenza ritrova una piazza dove discutere, dissentire, proporre, immaginare. Una piazza che vuole parlare anche a chi negli ultimi anni ha scelto l’astensione, non per indifferenza ma per mancanza di interlocutori credibili: “Non è solo una festa politica – sottolinea il segretario – è una festa aperta a tutti, per ritrovarsi, discutere, sorridere e costruire insieme una comunità più forte”. Cislaghi chiude con una frase che sintetizza la filosofia dell’iniziativa: “Ti aspettiamo alla Festa dell’Unità della Provincia di Vicenza, perché le idee camminano meglio quando si incontrano le persone”.