Assalto al quotidiano La Stampa. Manifestanti pro- Pal devastano la redazione

A Torino ieri un gruppo di manifestanti, circa un centinaio, pro-Palestina hanno fatto irruzione e causato gravi danni alla redazione del quotidiano La Stampa in via Lugaro, praticamente deserta a causa dello sciopero dei giornalisti per il rinnovo del contratto di lavoro e a difesa dell'informazione libera, democratica e plurale. La pattuglia, dopo avere imbrattato con il letame i cancelli, è riuscita a entrare nei locali tramite un'entrata secondaria e ha poi vandalizzato la redazione rovesciando scrivanie, danneggiando pc e lasciando scritte sui muri tra cui “Complici del genocidio a Gaza”.

 
In un post su Instagram il collettivo Ksa – Kollettivo studentesco autonomo – ha spiegato che il blitz è stato fatto perché i giornalisti sarebbero responsabili di aver “dipinto Mohamed Shahin come uno spaventoso terrorista”. L’uomo citato è il 47enne di origini egiziane imam di una moschea di Torino che è stato espulso dal Viminale negli scorsi giorni. Secondo la polizia, l'uomo rappresenta “una minaccia concreta, attuale e grave per la sicurezza dello Stato”. Per la Procura di Torino è soltanto un denunciato per un blocco stradale avvenuto durante un corteo Pro Pal. La vicenda è presto diventata un caso politico: la destra ha lodato la mossa del ministro dell'Interno, mentre la sinistra ha chiesto al governo di bloccare l'iter verso il rimpatrio. Shanin, che è stato portato nel Cpr di Caltanissetta, ha affermato che in Egitto corre gravi rischi in quanto oppositore di Al Sisi e ha presentato domanda per il riconoscimento della protezione internazionale.

Come si legge in un articolo pubblicato sullo stesso giornale, un gruppo di manifestanti “in parte a volto scoperto e in parte con passamontagna” ha forzato due porte della sede e, gridando “Giornalista terrorista, sei il primo della lista”, ha invaso la sede torinese del quotidiano. Ha imbrattato i muri con scritte discriminatorie e buttato all’aria libri e documenti. La Stampa ribadisce che si tratta di “un attacco gravissimo all’informazione e ancora più vile perché accade nel giorno dello sciopero nazionale dei giornalisti”. Poi il quotidiano aggiunge: “Non abbiamo paura. Siamo giornalisti. E continueremo a fare il nostro lavoro senza farci intimidire”.

In un comunicato, l'Ordine Nazionale dei Giornalisti del Piemonte, insieme alla FNSI e all'Associazione Stampa Subalpina hanno definito “inaccettabile” l'episodio, rifiutando “con forza” “ogni forma di dissenso espressa con atti intimidatori e di violenza”. Poi hanno aggiunto: “L’aggressione verbale e le irruzioni nelle redazioni dei giornali riportano indietro le lancette del tempo quando ogni pensiero non allineato al governante di turno veniva punito con l’olio di ricino e le bastonate. E quei comportamenti venivano etichettati come 'azioni fasciste'. Anche oggi a distanza di quasi 90 anni e l’evoluzione digitale ci ritroviamo ad affrontare queste manifestazioni d’odio e a constatare come la storia non abbia insegnato nulla”. Ordine, Fnsi e Stampa Subalpina hanno poi sottolineato la necessità di “un aumento della vigilanza intorno alle redazioni dei giornali per evitare che l’esercizio della liberà di stampa possa subire limitazioni, attraverso minacce e intimidazioni”.

Il Presidente Mattarella ha espresso la sua “solidarietà” e la sua “ferma condanna” all'azione contro il quotidiano, così come anche la presidente del Consiglio Meloni.