Nordest, si spengono le luci: dopo 52 anni l’addio alla regina delle notti vicentine

La notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno, dopo un intenso periodo di feste culminate con uno special di Capodanno: la Discoteca Nordest di Caldogno chiude definitivamente. L’annuncio ufficiale, diffuso dalla proprietà nella tarda serata di ieri, parla con la delicatezza di chi sa di mettere fine non solo ad un’attività commerciale, ma ad un pezzo di identità collettiva: “Dopo più di 50 anni di musica, luci, incontri ed emozioni, è arrivato il momento di salutarvi e dirvi grazie… Dal 1974 la Discoteca Nordest non è stata solo un locale, ma una casa per chi aveva voglia di ballare, di stare insieme, di vivere la notte.”

Un messaggio che, nottetempo, ha immediatamente varcato i confini vicentini, toccando generazioni che in quelle sale hanno intrecciato amicizie, amori, riti sociali e ricordi destinati a rimanere. Ma per comprendere davvero la portata di questa chiusura bisogna ricordare cosa fosse il Nordest: un complesso di edifici con una superficie coperta di circa quattromila metri quadrati comprensivi di una sala liscio, una discoteca principale, una sala video, un’area videogiochi e una paninoteca, con una capienza complessiva fino a tremila persone. Una struttura imponente, che negli anni ha saputo adattarsi alle mode e a generazioni diverse, offrendo contemporaneamente più situazioni musicali in grado di soddisfare un pubblico vastissimo, trasformandosi così di weekend in weekend in un vero e proprio villaggio della notte.
Il comunicato della proprietà, nel salutare il pubblico, ha voluto ringraziare collaboratori, tecnici, baristi, addetti alla sicurezza, organizzatori, DJ e artisti che hanno dato voce e ritmo a ogni epoca del locale. Ma soprattutto ha voluto ringraziare “voi”, il pubblico, definito non come una clientela ma come una comunità: “Il Nordest chiude le sue porte, ma la sua storia continuerà a vivere nei ricordi, nei sorrisi, nelle canzoni, nelle notti che non si dimenticano.” Un addio che non cancella nulla, anzi, restituisce valore a ciò che è stato.
Tra le testimonianze più intense, una spicca per forza emotiva e valore storico: quella del DJ Luciano Gaggia, uno dei protagonisti assoluti delle stagioni d’oro del locale, spesso in coppia con il collega Roberto Visonà. Le sue parole raccontano non solo un luogo, ma un pezzo di vita: “Oggi, con la notizia della chiusura della Discoteca Nordest, è morta una parte artistica di me. 1981–1995: la mia vera gioventù musicale. Tutti i venerdì, sabati, domeniche pomeriggio e sera, festivi e prefestivi.” Gaggia ricorda il suo maestro, Mario Piazza, fondatore del locale, che gli insegnò a gestire una discoteca con rigore e passione, e ricorda la signora Francesca, che ha portato avanti il Nordest fino all’ultimo, diventando la “regina” indiscussa delle notti vicentine nonostante 84 anni ben portati: “Al Nordest ho conosciuto migliaia di persone: personale, artisti, DJ, e tutti voi che lo avete reso storico. Ci sarebbe da scrivere un libro… perché oggi è venuta a mancare un pezzo della mia vita che non dimenticherò mai.”

Per molti, l’ultima vera discoteca della provincia: un luogo dove generazioni diverse potevano incontrarsi, riconoscersi, ballare sotto le stesse luci. Ed ora che quelle luci si spengono, resta una certezza: il Nordest continuerà a vivere nelle storie di chi lo ha attraversato. Perché certi luoghi non chiudono davvero. Restano coi colori brillanti di una realtà oltre i ricordi, come una musica che non smette di suonare.
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