Fratta Gorzone, al via il risanamento: 10 milioni per il prolungamento del collettore

Svolta storica per il bacino del Fratta Gorzone e la salvaguardia delle sue acque. Con lo sblocco di oltre dieci milioni di euro deliberato oggi dalla Giunta regionale, il risanamento ambientale del territorio compie un passo decisivo dopo un’attesa di quasi 20 anni. “Una decisione che rimette in moto il Veneto dell’ambiente”, ha commentato soddisfatto Vincenzo Forte, presidente di Arica.
Il finanziamento, proposto dagli assessori regionali Elisa Venturini e Marco Zecchinato, darà il via libera al prolungamento del collettore del Consorzio Arica, una infrastruttura strategica destinata a cambiare il volto dell’area, spostando lo scarico dei reflui conciari a valle di Cologna Veneta e restituendo finalmente qualità e dignità a un ecosistema fragile e prezioso.
“Oggi abbiamo deliberato all’unanimità in giunta un investimento di 10 milioni di euro per il collettore Arica tanto richiesto dalle comunità del bacino Fratta Gorzone che permetterà, oltre che tutelare la sicurezza anche un aiuto importante e straordinario per la sostenibilità ambientale”, ha commentato con soddisfazione Alberto Stefani, presidente della Regione Veneto.
L’intervento approvato oggi rappresenta un’opera attesa da tempo e fondamentale per l’equilibrio idrico dell’area. Il progetto ha un costo complessivo di oltre 20 milioni di euro, sostenuto per la gran parte (oltre 14 milioni) da fondi pubblici.
“Si tratta di un intervento che, insieme alle altre opere già concluse previste dall’accordo del 2017, concorre al miglioramento ambientale del Fiume Fratta”, ha dichiarato Elisa Venturini.
“Questo finanziamento costituisce un altro fondamentale tassello per l’azione di progressiva riduzione dell’impatto delle attività produttive sul territorio – ha aggiunto Marco Zecchinato – Prolungare il collettore Arica non è solo un intervento infrastrutturale necessario ma un atto di responsabilità verso i Comuni del bacino del Fratta-Gorzone. È un investimento che tutela la salute dei cittadini e restituisce dignità ambientale all’area, per una gestione delle risorse idriche sempre più efficiente e sostenibile”.
L’atto approvato dovrà ora essere sottoscritto formalmente dalla Regione del Veneto, dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, dai Comuni e dai portatori di interesse individuati dall’accordo originario. Per assicurare la massima trasparenza e il rispetto dei tempi, la giunta regionale ha approvato anche il disciplinare che regola i rapporti tra la Regione, il Consorzio Arica e il Consiglio di Bacino Valle del Chiampo. L’erogazione dei finanziamenti e l’avanzamento dei lavori saranno costantemente monitorati dagli uffici regionali.
“Le ragioni dell’intervento sono prima di tutto tecniche e ambientali – spiegano dal Consorzio Arica – L’attuale punto di scarico del collettore si colloca a monte dell’immissione del canale Adige-Guà, in un tratto del fiume Fratta con caratteristiche da canale artificiale, caratterizzato da scarso ricambio idrico e limitata ossigenazione. Il progetto di prolungamento sposta invece lo scarico a valle dell’immissione sia del canale Adige-Guà sia del canale Zerpano, in un punto con maggiore portata e migliore capacità di diluizione. Il nuovo tratto del Fratta individuato per lo scarico presenta una conformazione più naturale, una velocità maggiore e un moto più turbolento delle acque, condizioni che favoriscono una migliore miscelazione, ossigenazione e interscambio, rendendo il fiume più idoneo a ricevere il volume di scarico del collettore.
“Questa delibera segna finalmente un punto di svolta – conclude Vincenzo Forte – Dopo anni di studi, revisioni e passaggi istituzionali, si rimette in moto un’opera fondamentale per l’equilibrio ambientale del territorio. Il prolungamento del collettore non è solo un’infrastruttura: è una scelta di responsabilità, che migliora le condizioni di scarico, tutela il fiume Fratta e dà concretezza a un impegno assunto dal Veneto da troppo tempo”.
“La delibera approvata oggi interviene su un nodo che la politica aveva il dovere di sciogliere – ha concluso il vice presidente del Consiglio regionale Francesco Rucco – Questa delibera è il segno che quando la politica si assume le proprie responsabilità, i dossier fermi ripartono. Il prolungamento del collettore è un’opera strategica, attesa da anni”.
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