Crans-Montana, l’Italia richiama l’ambasciatore. Palazzo Chigi: “Indignati per la scarcerazione di Moretti”

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L’Italia si indigna. Dopo la scarcerazione su cauzione di Jacques Moretti, proprietario del Le Constellation, teatro della strage di Capodanno a Crans-Montana in cui sono morte 40 persone – tra cui 6 giovanissimi italiani – il governo e la Farnesina hanno deciso di richiamare a Roma l’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado. Una mossa concordata dal vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, decisa a far valere le ragioni del nostro Paese e dei familiari delle vittime.

Meloni e Tajani – si legge in una nota di Palazzo Chigi – hanno dato istruzione all’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado di prendere immediatamente contatto con la procuratrice generale del Canton Vallese Béatrice Pilloud per rappresentarle la viva indignazione del governo e dell’Italia di fronte alla decisione del tribunale delle Misure Coercitive di Sion, nonostante l’estrema gravità del reato di cui Moretti è sospettato, le pesanti responsabilità che incombono su di lui, il persistente pericolo di fuga e l’evidente rischio di ulteriore inquinamento delle prove a suo carico. Una decisione – si evidenzia – che rappresenta una grave offesa e un’ulteriore ferita inferta alle famiglie delle vittime della tragedia di Crans-Montana e di coloro che sono tuttora ricoverati in ospedale. L’Italia tutta chiede a gran voce verità e giustizia, e chiede che a ridosso di questa sciagura vengano adottati provvedimenti rispettosi, che tengano pienamente conto delle sofferenze e delle aspettative delle famiglie”.

Per Tajani l’inchiesta della magistratura cantonale “fa buchi da tutte le parti”. La scarcerazione di Jacques Moretti e la remissione in libertà della moglie Jessica, per il ministro degli Esteri “offende i sentimenti degli italiani”. Alludendo poi al misterioso ‘amico’ dei coniugi Moretti che è intervenuto in loro favore ha aggiunto:  “Vogliamo sapere chi ha pagato la cauzione” e sapere “se ci sono delle complicità in quanto è avvenuto” nel bar Le Constellation.

La procuratrice Pilloud si difende e precisa di non essere stata lei a scarcerare il proprietario del Constellation, ma che si è trattato di “una decisione del Tribunale delle misure coercitive”. “Non voglio provocare un incidente diplomatico tra Italia e Svizzera – precisa – ma non cederò a un’eventuale pressione delle autorità italiane”.