Due vicentine in mondovisione: all’opening olimpico anche Alberta ed Anna

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Manca veramente poco prima che lo stadio di San Siro diventerà il centro del mondo. L’apertura delle Olimpiadi Milano‑Cortina 2026 accenderà le luci sulla città e sull’Italia intera, in una cerimonia che mescolerà spettacolo, simboli e identità. Ma dentro questo gigantesco affresco ci sarà anche un frammento di Alto Vicentino grazie a due danzatrici: Alberta Dalle Carbonare, 26 anni, biologa nutrizionista di Zugliano, e Anna Carollo, 20 anni, di Zanè, oggi al secondo anno della Northern School of Contemporary Dance di Leeds.

Una presenza nel cast, la loro, non è frutto del caso. Tutto è iniziato lo scorso settembre, quando, quasi per gioco, hanno risposto a un annuncio online degli organizzatori. Da quel momento si è aperto un percorso sorprendente: un casting affollatissimo, migliaia di candidati da ogni parte del mondo, una coreografia imparata sul momento, una registrazione video e poi l’attesa. Dopo circa un mese è arrivata la conferma: entrambe fra oltre 1200 danzatori volontari chiamati a dare vita alla cerimonia inaugurale.

A dicembre hanno affrontato la prima prova generale, scoprendo di essere state assegnate a un cast composto da 150 danzatori, tra cui una trentina di professionisti. Ogni gruppo è chiamato a interpretare una parte specifica dello spettacolo, e il loro avrà un ruolo di rilievo in uno dei momenti più intensi della serata, poco prima della sfilata degli atleti.
Da inizio gennaio le due giovani hanno trasferito la loro quotidianità a Milano, affittando un piccolo appartamento per poter seguire il ritmo serrato delle prove. Le giornate sono diventate un susseguirsi di spostamenti, coreografie, indicazioni tecniche e adattamenti continui. L’ingresso a San Siro ha aggiunto un’emozione nuova: la vastità dello stadio, il vento che attraversa le gradinate vuote, la pioggia che nei giorni scorsi ha accompagnato ore di esercitazioni senza interrompere il lavoro. Ogni performer è dotato di cuffie e radiolina per seguire le istruzioni, perché sulla scena agiscono contemporaneamente più cast, ciascuno con movimenti e tempi diversi.

Nonostante la fatica, Alberta e Anna stanno vivendo un’esperienza che sentono irripetibile. L’atmosfera tra volontari e professionisti è diventata un piccolo mondo a sé: collaborativo, accogliente, capace di trasformare la tensione in energia condivisa. Il direttore creativo Simone Ferrari e i coreografi hanno costruito un clima in cui ogni partecipante si sente parte di un progetto comune, valorizzato e sostenuto. E questa sera, quando le luci di San Siro si abbasseranno e la cerimonia prenderà il via, le due danzatrici dell’Alto Vicentino saranno lì, al centro di un racconto che unisce sport, arte e identità e orgoglio. Nazionale e vicentino. Saranno due figure tra centinaia, ma per chi le conosce ogni passo racconterà un viaggio iniziato quasi per caso e diventato un sogno che si realizza davanti al mondo.

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