Poste, i sindacati denunciano: “Situazione pessima”. E salta un matrimonio in Estonia

Un matrimonio annullato a causa di una raccomandata mai consegnata. Portalettere costretti a lavorare al gelo. Uffici sguarniti, cittadini esasperati, territori lasciati indietro. Sarebbe questo il vero ritratto di quanto sta attraversando Poste Italiane in Veneto, denunciato con forza dal Sindacato Lavoratori della Comuncazione Cgil regionale.

Secondo il sindacato di categoria, i disservizi non sarebbero più episodi isolati ma segnali di un sistema che fatica a reggere: smistamenti in ritardo, personale insufficiente, condizioni di lavoro precarie e un rapporto con l’utenza che si incrina giorno dopo giorno. L’ultimo caso eclatante, quello della raccomandata smarrita a Schio contenente documenti originali necessari per un matrimonio in Estonia, diventato il simbolo di una situazione che “non può più essere ignorata”.

Il 29 gennaio si è tenuto un incontro tra Regione Veneto e Poste Italiane. Un appuntamento definito “tavolo di concertazione” dalle consigliere regionali di maggioranza Martini e Vianello, ma che – sottolinea Slc – non ha coinvolto né RSU, né Slc, né altri sindacati, né rappresentanti dei territori. Un tavolo, insomma, senza chi i problemi li vive e li denuncia. E senza un vero contraddittorio. Come unica conseguenza, Poste Italiane ha deciso di spostare parte del personale dalle sedi provinciali vicentine verso quella cittadina, scelta che secondo Slc avrebbe aggravato ulteriormente la situazione: uffici periferici ancora più sguarniti, ritardi crescenti, utenti sempre più frustrati: “I lavoratori e le lavoratrici non sono pedine, non sono pezzi da utilizzare per compensare mancanze gestionali e strutturali”, denuncia il sindacato. “Sono soggetti da coinvolgere e rispettare, soprattutto in un servizio che vive di rapporto quotidiano con il territorio”.

Durissimo il commento di Marco D’Auria, segretario generale Slc Veneto, e di Alan Lucchino, referente provinciale per Vicenza, che parlano di una distanza crescente tra le rassicurazioni ufficiali e la realtà vissuta da cittadini e lavoratori: “Leggiamo con amarezza, l’ennesimo episodio di inefficienza postale che ha colpito il nostro territorio, portando addirittura all’annullamento di un matrimonio a causa di una raccomandata mai consegnata. L’aspetto più frustrante della vicenda è il contrasto tra la realtà dei fatti e le narrazioni ufficiali. Solo pochi giorni fa, avevamo ricevuto rassicurazioni altisonanti da parte di due consiglieri regionali di maggioranza e di un emissario di Poste Italiane: ci era stato garantito che l’attenzione per il vicentino fosse massima. Le bugie, però, hanno le gambe corte e le conseguenze ricadono sulla vita dei cittadini”.

D’Auria e Lucchino sottolineano come la scelta di spostare personale dalla provincia al capoluogo abbia prodotto un doppio danno: “Per tentare di tamponare le falle nel capoluogo berico – affondano i sindacalisti – Poste Italiane ha distolto personale dalla provincia con il risultato di aver compromesso ancora di più la situazione nelle sedi provinciali senza, di contro, aver risolto tutte le criticità presenti a Vicenza”. Considerazioni severe, ma niente scontri. Il sindacato ribadisce di non voler alimentare conflitti, ma di voler piuttosto contribuire ad un percorso di miglioramento reale: “Sia chiaro: noi non facciamo il tifo contro l’azienda, né puntiamo il dito verso il personale operativo. Sappiamo bene che i portalettere non hanno colpe; in questa fase di trasformazione, si limitano a eseguire direttive calate dall’alto da dirigenti spesso distanti dalle necessità del territorio. Non cerchiamo lo scontro, ma soluzioni”. Con una richiesta finale netta: “Smettere di parlare sopra il territorio e iniziare finalmente a parlare con il territorio, coinvolgendolo proattivamente per la risoluzione delle criticità”.

L’Eco Vicentino è su Whatsapp e Telegram.
Iscriviti ai nostri canali per rimanere aggiornato in tempo reale.

Per iscriverti al canale Whatsapp clicca qui.
Per iscriverti al canale Telegram clicca qui.