Sale comunali off-limits per la politica. Sterle attacca: “E’ contro il diritto”

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Sullo sfondo la sede Municipale in piazza della Libertà e nel riquadro il consigliere Nicolò Sterle

Con il decreto ufficiale di scioglimento del Comune, notificato il 16 febbraio dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Arzignano entra ufficialmente nel vivo della campagna elettorale in vista del rinnovo di sindaco e consiglio comunale previsto per maggio.

Uno step preceduto da un altro importante appuntamento elettorale, il referendum sulla giustizia in calendario il 22 e 23 marzo.
E proprio in vista del referenudm, prende piede è una polemica sollevata dall’ex consigliere comunale di Forza Italia Nicolò Sterle, riguardo all’utilizzo delle strutture pubbliche.

Il nodo della questione riguarda l’impossibilità di ottenere in concessione sale o auditorium comunali per iniziative politiche o elettorali. A denunciare la situazione è l’ex consigliere, che si è visto negare l’uso di una sala per organizzare un dibattito pubblico proprio sul prossimo referendum sulla giustizia.

“Purtroppo la risposta è stata negativa poiché ad oggi, come avevo denunciato qualche tempo fa in consiglio, i regolamenti delle strutture pubbliche di Arzignano, come il nuovissimo auditorium Zanella ad esempio, non consentono di ospitare riunioni ed eventi politici o elettorali”, spiega l’ex consigliere.

Una limitazione ritenuta inaccettabile, specialmente in una città di 26mila abitanti, dove il diritto di riunione e di espressione delle proprie opinioni, garantiti dalla Costituzione, dovrebbe essere agevolato e non ostacolato.

“E’ veramente assurdo che non si possa usufruire, nemmeno pagando, di una sala pubblica per esercitare diritti sanciti dalla Costituzione”, prosegue l’ex consigliere, che legge il caso come lo specchio di una gestione amministrativa che ha governato fino a poco tempo fa e che, secondo l’ex esponente dell’opposizione, ha sempre mostrato difficoltà nel confronto con il dissenso.

La richiesta che emerge è quella di un cambio di rotta deciso: “È veramente il tempo di cambiare e di intervenire su questo fatto, apparentemente poco importante ma sintomatico. Serve discontinuità e aria nuova”, conclude.

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