Orsi: “Il civismo è ascolto della città, spero la maggioranza possa ampliare le sue vedute”

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Orsi e Marigo al passaggio di fascia tricolore post ballottaggio (giugno 2024)

Lunedì sera 23 febbraio si è tenuto, dopo 12 anni, il primo consiglio comunale a Schio senza Valter Orsi. Un passaggio storico. Lui dice di non avere assolutamente velleità di ricandidarsi a sindaco, né a Schio né altrove: “C’è un tempo per ogni cosa e ogni cosa a suo tempo”, dice richiamando un passo biblico che ha fatto suo. “E’ il mio motto e quel tempo da sindaco è finito”, spiega l’ex sindaco di Schio e ora anche ed ex consigliere comunale.

In realtà, con la passione che ha per la politica, nessuno crede starà a guardare.
“È vero, per me la politica è una passione, ma si può fare politica anche in modi e in ambienti diversi. La proseguirò come osservatore  in diversi ambienti, mi terrò informato e voglio essere un portavoce delle istanze dei cittadini. Ho contatti con la con tutta la provincia per tanti lavori fatti, in questo senso mi renderò ancora utile”.

“È finito un sogno”, ha detto commentando le sue dimissioni. Il civismo è fallito? 
“Quello di Noi Cittadini è stato un percorso di 13 anni. Una sfida e un progetto e che ha maturato nel tempo una grande esperienza. Era il sogno di un raggruppamento civico interessato alla politica senza sottostare ai partiti, ora si fanno delle scelte di parte e si  accetta una tessera e non un’altra. Si è lasciato un metodo di lavoro consolidato, mi pare ci sia meno ascolto, partecipazione e coinvolgimento dei cittadini. In questo senso, il civismo è mettersi a disposizione dei cittadini e la politica è la sua massima espressione, è l’antitesi dei partiti. Sono anche consapevole che molto ruotava attorno alla mia figura di sindaco, al mio modo di intendere la politica”.

Quali critiche rivolge all’attuale amministrazione?
“Abbiamo consegnato alla nuova amministrazione un treno in corsa e sia io che gli assessori abbiamo lavorato affinché si potesse proseguire un percorso, ma invece è arrivata una sorta di isolamento. Ci aspettavamo di essere spremuti come limoni e così non è stato”.

Lei era contrario, già più di un anno fa, alla  decisione di fare presidente della Fondazione Teatro Civico l’assessore alla cultura.
“Noi in passato abbiamo fatto sempre una scelta di autonomia per la fondazione, mettendo il cavalier Mincato alla sua guida. Mincato mi fu consigliato e quello fu un lavoro fatto insieme alla città. Anche su questo si è abbandonata la strada che avevamo tracciato”.

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C’è un problema di ascolto dei quartieri, oggi?
“Io non riesco a tacere, a non dire quel che penso nei luoghi giusti. Il dialogo con i quartieri è sempre stata una mia istanza, anche perchè quando amministri ti cadono addosso situazioni che non sono una tua responsabilità e devi rivedere i budget alla luce degli imprevisti. Per questo sarebbe stato importante la condivisione delle decisioni con la comunità”.
Ascolta “Vita da ex sindaco. Con Luca Cortese e Valter Orsi” su Spreaker.

Quanto le dimissioni di questi mesi dipendono dalla vicenda di Ava?
“Il 29 dicembre ho votato a favore del recesso, ma ho fatto notare la mia contrarietà per il metodo di lavoro utilizzato. Per dieci anni, infatti, avevamo trovato mediazioni”.

Però rispetto al programma elettorali del 2014, di andare verso una riduzione progressiva dell’attività del termovalorizzatore, in dieci anni non avete preso alcuna decisione concrete.
“Però abbiamo lavorato creando tavoli e proposte. Abbiamo redatto un primo documento votato poi all’unanimità da tutti soci che impegnava ad effettuare studi e a non aumentare il tonnellaggio di quanto bruciato. Va dato atto che la nuova amministrazione si è trovata un masterplan da votare a pochissime settimane dall’insediamento dei nuovi sindaci. In ogni caso, credo che ora sia possibile una mediazione con Viambiente per ottenere qualche risultato. Dubito si riuscirà ad ottenere lo scorporo dell’impianto di Ca’ Capretta da Viambiente, ma ci sono speranze di raggiungere risultati sul sistema di voto nelle nuova società e sulle penali”.

C’è stato un peccato originale nella creazione delle liste in appoggio a Marigo? Troppi rappresentanti di partiti, anche molto lontani come idee, entrati con l’impegno a “togliersi la casacca”: ora dopo un anno e mezzo ci son fughe di qua e di là.
“Beh, Noi Cittadini ha uno statuto che vieta le tessere di partito, altre liste della maggioranza hanno regole diverse, sta a chi gestisce la coalizione prendere una linea su questo. L’ultima notizia in ordine di tempo è che si tenta di tenere legato al gruppo Noi Cittadini un ragazzo giovane (si riferisce a Ziggiotti, che costituirà un circolo di Forza Italia a Schio, pare, n.d.r.). Io su queste cose sarei un decisionista, perchè non decidere è peggio. Con Cristina Marigo in ogni caso ci siamo parlati in modo chiaro e civile. Non sono uno che tace, anche se in questi mesi devo dire che mi son dovuto mordere molto la lingua”.

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Ora cosa succede in Comune a Schio secondo lei?
“Cristina Marigo non è stata debole e in questi mesi non c’è stato un blocco dell’attività amministrativa, come hanno ventilato le opposizioni. Io e altri ci siamo fatti da parte, suppongo l’attività amministrativa proseguirà in modo più tranquillo. Spero però che la maggioranza sappia cogliere l’occasione per ampliare le sue vedute. I cittadini vanno ascoltati nelle decisioni”.

Farebbe il sindaco di un altro Comune?
“Sicuramente no. Io sono di Schio, poi sono andato a vivere il Santorso ma Schio la conosco e la amo. Con altri comuni non ho assolutamente un rapporto simile”.

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