Olimpiadi: 27esima medaglia per l’Italia. Sighel si prende rivincita e bronzo nella staffetta short track

C’era grande attesa per questa staffetta maschile e la gara non ha deluso in termini di spettacolo ed emozioni. Gli azzurri, che avevano grande voglia di rivalsa dopo le varie sfortune di Pietro Sighel nelle gare individuali e la protesta formale della Federghiaccio contro i giudici di gara, hanno realizzato una prestazione intelligente e di qualità. Hanno lavorato da dietro le quinte, studiando gli avversari e attendendo l’occasione giusta da una quarta posizione tenuta a lungo. Gli azzurri hanno poi scalato pian piano le varie posizioni e si sono anche portati in testa per un paio di giri. Un’incertezza di Sighel ha fatto perdere leggermente terreno, ma l’Italia ha saputo ricompattarsi e Sighel riscattarsi con una chiusura da manuale, replicando il successo di Pechino di 4 anni fa.
Nulla da fare invece per Arianna Fontana e Arianna Sighel nei 1500m short track, rispettivamente quinta e sesta. L’oro va alla coreana Kim, argento alla connazionale Choi, bronzo alla statunitense Stoddard. Terzo posto per Elisa Confortola nella finale B, alle spalle dell’olandese Velzeboer e della canadese Sarault.
La regina del ghiaccio non sale sul podio, anche se si gioca tutto nella quinta finale su altrettante gare disputate a Milano-Cortina 2026 e lotta con il dolore dopo la brutta caduta nelle batterie dei quarti. Arianna è arrivata alla sfida decisiva con i postumi di quanto le è accaduto nei quarti di finale, quando è rimasta coinvolta – suo malgrado – nell’incidente a causa del quale Kamila Sellier (Polonia) è finita in ospedale con un taglio poco al di sotto dell’occhio sinistro e uno zigomo gonfio. Nonostante tutto Fontana si è rialzata ed è andata alla postazione del suo staff per farsi massaggiare. “Ho riportato una brutta contusione – ha aggiunto -. Gluteo e schiena… mi faceva male tutta la parte sinistra. Abbiamo fatto di tutto perché potessi recuperare ma in finale il dolore s’è fatto sentire. Nonostante tutto ho cercato di combattere fino alla fine”.
Si chiudono così i suoi Giochi in casa, con un giro d’onore sul ghiaccio di Rho e tre medaglie preziosissime che fanno di lei l’atleta più vincente “a cinque cerchi”. Per le prossime Olimpiadi del 2030 non si sbottona: “Non lo so, devo metabolizzare tutto, le emozioni incredibili che ho vissuto anche quando non sono arrivate le medaglie. A dicembre non sapevo cosa aspettarmi dopo l’infortunio in queste condizioni l’obiettivo era arrivare in finale, le ho fatte tutte, per me è un grandissimo. A 35 anni non potevo chiedere di meglio, 5 finali e tre medaglie. Ci tenevo a salutare tutti, mi hanno aiutato a rimettermi in piedi dopo la caduta, la botta al gluteo e alla schiena si è fatta sentire, una brutta contusione: ho cercato di combattere fino alla fine in finale”.
E oggi sabato 21 febbraio 2026 ultime gare prima del ritiro per Federico Pellegrino (mass start sci di fondo) e Dorothea Wierer (mass start biathlon). Speranza di medaglie nello skicross maschile con Simone Deromedis, Edoardo Zorzi e Federico Tomasoni e nelle mass start di pattinaggio con Andrea Giovannini e Francesca Lollobrigida.