Sprofonda nella neve e chiede aiuto: nuovo intervento del Soccorso Alpino sul Portule

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Ancora un recupero in quota, ancora un’escursione trasformata in emergenza. E ancora una volta, a fare la differenza, sono stati i tecnici del Soccorso alpino dei Sette Comuni e l’equipaggio dell’elisoccorso di Treviso. Ancora una volta in azione nei pressi di Cima Portule.

Un copione che, in questo weekend, si è ripetuto più volte, nonostante gli appelli — ormai quotidiani — a non affrontare la montagna con superficialità. Questa mattina un escursionista 55enne di Trento è partito da Malga Larici diretto verso Cima Portule, convinto di trovare un terreno primaverile. Invece, lungo il crinale, ha incontrato una neve ancora abbondante e pesante, resa instabile dal rialzo delle temperature. A ogni passo sprofondava sempre di più, fino alla vita. La progressione è diventata impossibile. La fatica, enorme. E la situazione, rapidamente, è sfuggita di mano.

Alle 14.30 l’uomo ha chiamato il 118, incapace di avanzare o tornare indietro. La Centrale ha attivato il Soccorso alpino dei Sette Comuni e richiesto l’intervento dell’elicottero di Treviso Emergenza. L’eliambulanza ha raggiunto la zona e, in hovering, ha calato il tecnico di elisoccorso. Il soccorritore ha raggiunto l’escursionista, lo ha aiutato a liberarsi dalla neve e lo ha accompagnato fino al punto sicuro per l’imbarco. L’uomo è stato poi lasciato alla piazzola di Valformica, dove una squadra di soccorritori era pronta a intervenire in caso di necessità, e successivamente riaccompagnato alla propria auto.

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L’episodio non è isolato: anche ieri, proprioa sotto Cima Portule si era reso necessario un intervento identico. Quello di oggi è quindi l’ennesimo caso di una lunga serie che sta impegnando i soccorritori in questi giorni di afflusso massiccio in montagna. La neve in quota è ancora tanta, i pendii sono instabili, e le condizioni cambiano rapidamente con il caldo. Eppure molti escursionisti continuano a salire senza attrezzatura adeguata, senza formazione e senza valutare i rischi reali. Per il Soccorso alpino – composto in larga parte da volontari – significa ore di lavoro, interventi complessi e rischi aggiuntivi. E per chi affronta la montagna con leggerezza, significa esporsi a situazioni che possono diventare critiche in pochi minuti.

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