Flotilla, due attivisti portati in Israele. Esposto a Procura di Roma: “Sequestrare quella nave”

Ascolta l'audio
...caricamento in corso...

I quasi 200 attivisti della seconda spedizione della Global Sumud Flotilla, partita dalle coste mediterranee per tentare di rompere il blocco navale israeliano sulla Striscia di Gaza, sono stati fatti sbarcare sull’isola di Creta dopo essere stati intercettati nella notte tra mercoledì e giovedì dalle forze israeliane in acque internazionali nel Mediterraneo. Dopo essere stati bloccati dalla marina di Tel Aviv non lontano dall’isola greca sarebbero stati scortati dalla guardia costiera cretese fino a terra.

Quelli oramai liberi, tra cui 23 italiani, hanno raccontato in un comunicato di essere sopravvissuti a 40 ore di crudeltà deliberata a bordo di una nave militare. “Sono stati loro negati cibo e acqua sufficienti. Sono stati costretti a dormire sul pavimento, che veniva deliberatamente e ripetutamente allagato”, ha affermato la Global Sumud Flotilla.
Altri due cooperanti non sono stati rilasciati e saranno interrogati in Israele per attività illegali sospette. Il legal team della Global Sumud Flotilla ha depositato un “esposto urgente” alla Procura di Roma per chiedere il sequestro dell’imbarcazione che sta trasportando in Israele i due attivisti prelevati in acque internazionali. La Flotilla chiede all’autorità giudiziaria italiana di interrompere il sequestro in atto in acque internazionali dove il natante israeliano si trova ancora e di prevenire il rischio che l’uomo subisca trattamenti inumani e degradanti. Il legal team fa inoltre sapere che un pool internazionale di avvocati sta preparando altre azioni per ottenere l’immediato rilascio dei due attivisti. Alla Procura di Roma si chiede poi di verificare i fatti avvenuti nel Mediterraneo tra mercoledì e giovedì, valutare la rilevanza penale e individuare i responsabili per promuovere l’azione penale nei loro confronti.
Chi sono i cooperanti non rilasciati: Saif Abu Keshek (o Kishk) è un attivista palestinese, rappresentante della Conferenza popolare per i Palestinesi all’estero e portavoce della “Marcia globale verso Gaza”. Negli scorsi mesi è stato una delle persone chiave per l’organizzazione delle due spedizioni navali della Flotilla con l’obiettivo di rompere il blocco navale della Striscia. Secondo il ministero degli Esteri di Tel Aviv, Keshek sarebbe da etichettare come vero e proprio membro di Hamas. Stando a Israele, Keshek sarebbe titolare di una società fantasma – la spagnola Cyber Neptune – tramite cui possiede alcune navi della Flotilla. Recentemente, Keshek ha iniziato a sponsorizzare sui canali social una campagna globale contro la chiusura del valico di Rafah chiedendo l’organizzazione di una “flotilla eccezionale e storica”. Thiago Ávila è un importante filantropo, attivista per il clima e figura politica brasiliana. Noto per il suo impegno in missioni di solidarietà internazionale, in particolare in Palestina, conta oltre 1 milione di follower sui suoi canali social. Candidato in patria con il Partito socialista e della libertà nel 2022, nel 2024 ha partecipato all’International summit on Gaza a Teheran. Nello stesso anno in Libano ha partecipato al funerale di Hassan Nasrallah, leader di Hezbollah assassinato in un raid israeliano. Nel giugno 2025 si imbarcò sulla “Madleen” che salpò da Catania. Intercettato al largo di Gaza e detenuto da Israele, rimase nelle carceri di Tel Aviv per diversi giorni dopo essersi rifiutato di firmare i documenti per essere rimpatriato e aver iniziato uno sciopero della fame. Dopo due giorni di isolamento, il 12 giugno 2025 è stato rilasciato e deportato in Brasile. Pochi mesi dopo, partecipò alla Global Sumud Flotilla venendo nuovamente arrestato ed espulso immediatamente.

 

L’arresto degli attivisti ha scatenato grandi polemiche: per gli organizzatori della Flotilla si tratta di pirateria ma intanto il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha commentato aspramente: “Sono sostenitori di Hamas. Gaza? La vedranno su YouTube”.